venerdì 28 luglio 2017

ALLA GRECIA 2017

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Giorgio De Chirico - Cavallo e zebra




Come ogni anno di luglio, questo blog dedica agli autori greci dell'antichità dei brani tutti tradotti dalla mano del titolare dello stesso, Gerardo Allocca, in memoria di quella sublime letteratura e di quell'epoca della civiltà, in cui non regnava la globalizzazione quanto spesso al contrario l'autentica democrazia tra i cittadini. Non vi erano clan letterari e lobby a tenere banco nella vita pubblica culturale e politica, come in quest'Italia bugiarda e ingiusta, dove non vi è reale uguaglianza tra le persone e non vi è una vera identità di popolo, ma vigeva il libero esercizio dello spirito intellettuale e della coscienza civile.







Alceo - Fr. 367

Primavera tornare in fiori carica
ho appena ascoltato; in fretta riempite
la coppa di rosso, e dolce lo voglio.



Asclepiade - A.P. V, 85

Ti  serbi  casta, e a che pro? Nell’Ade
non troverai  l’innamorato, cara.
Il  frutto  dell’amore  è  per  i  vivi,
ossa  e cenere, bimba, l’aldilà.



Asclepiade - A.P. V, 189

Notte  s’annuncia  lunga  e  fredda, mentre
scende  il  sole  giù in  fondo  alle  Pleiadi.
Ma io  qui, presso  il tuo  uscio, inzuppato  d’acqua
sotto la pioggia vado su e giù, vittima
della  saetta che contro mi scagliò
l’ammaliatrice: lei, Cipride, invero,
non  ardore  seminò  nel  mio petto,
scoccò  inguaribile  e  infuocato  telo.



Asclepiade - A.P. VII, 500

Dì, viandante, tu che sfiori il mio tumulo
vacante, dì, se passi da Chio, al padre
mio, Melesagora, che al vento perfido
dell’est perimmo io, la nave ed il carico
e da allora di Euippo non v’è che il nome.



Mitilene





Alceo - Fr. 368

Se proprio serve una bevuta insieme,
il leggiadro Menone sia dei nostri.



Mimnermo – Fr. 12 West

Giorno per giorno toccò sfacchinare
al Sole, mai requie i suoi cavalli ebbero
e lui, dall’ora che rosseggia Aurora
in cielo, dall’Oceano sorgendo.
Sulle onde lo scarrozza la cara
sua alata alcova che gli fece Efesto
con le sue mani con oro zecchino,
lui nel sonno, celere dal paese 
Esperidio fin al regno degli Etiopi, 
dove spedito il carro ed i destrieri
che mattiniera l’alba splenda aspettano.
Vi risale su il figlio d’Iperione.



Asclepiade - A.P. XII, 46

Nemmeno ventidue anni, e ne ho abbastanza!
Perché  tanto  male? A che  torturarmi,
voi, amorini. Giova il mio funerale?
Ah,certo! Come sempre avete fatto,
vi trastullerete ai dadi, voi cialtroni!



Omero - Iliade I (1-7)

Musa, racconta  in versi qual  fu mai
la  collera  che  prese  il  Pelide  Achille,
nefasta, cui  tragedie senza fine
seguirono agli Achei e  che mietè  tante
vittime illustri  di eroi  negli  Inferi,
le cui salme in pasto ai cani  finirono
e  a  ogni avvoltoio: ma quello era  fato
del cielo, da che per prima infiammò
lite e il divino Achille e Atride il re.



Alceo -  Fr. 397

Che tenero fiore autunnale!






sabato 1 luglio 2017

IL TROUBADOUR

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio

Henry Matisse - Piccola odalisca in veste viola



Uno dei filoni del mio impegno letterario è la poesia, e qui nel mio solito stile ne presento tre. Come un troubadour, un menestrello in lingua d'oc, ma senza illudermi che la mia poesia troverà ascolto presso clan letterari italiani e interessi meschini che reggono la cultura di questo paese,  che non è nemmeno un paese, perché non ha unità di popolo, e noi campani ne sappiamo qualcosa. Sono convinto, però che il mio messaggio lirico quell'ascolto lo troverà presso alcuni gentili lettori che seguono questo blog e presso chi è sensibile ai valori autentici della poesia. Per essi e, prima di tutto in nome dell'Arte,  che è umanità, non cesserò di esercitare la mia Musa.

(Un comunicato: il III episodio narrativo di Trocanor, Trocanor III, verrà presentato a settembre, dopo la pausa estiva) 





A RAGION VEDUTA


La grammatica era un’altra, la lingua
pure, ci voleva tutt’altro disco
a suonare, diversa terra irrigua
a coltivare, i frutti d’altro pesco
da vendere, altri articoli da esporre
in vetrina al negozio lungo il corso,
altro tramonto a guardare le sere,
ben altri abiti da mettere indosso
e treni da prendere alla stazione
ogni giorno alle otto secondo il solito.
Ci voleva altro caffè a colazione,
altre notti per dormire, altro fiato
per comprare un notiziario in edicola
e per accostarsi, standovi accanto,
ai vetri e osservare in strada la folla.
Non doveva lì miagolare il gatto,
il benzinaio era un altro, l’autostrada
da imboccare diversa per la gita
in montagna, serviva all’aria fredda
un’altra sciarpa per coprirsi, più alta
l’insegna da installare esternamente
per la clientela, occorreva altro seme
al giardino, altro cielo sulla fronte
e perfino all’anagrafe altro nome.



ESIODO UN GIORNO


Avrei allora detto zenit l’azzurro,
zenit di ogni angelus o vespro o compieta,
di ogni alambicco o pennello sul muro.
Giurato che il respiro era alfa e beta
fino a omega e l’alba l’ala del tempo.
Poi vennero gli scambi di binari,
sul platano cadde di fuoco il lampo,
i vandali devastarono i fori,
la tigna invase la felpa in salotto,
vecchio il pendolo si guastò per sempre,
la carrozza in viaggio nel bosco fitto
predoni assalirono come lepre,
non si sa perché risuonò al telefono
quell’addio triste con dure parole,
e ora non ha più il suo sapore il sedano,
barca al vento non gonfia più le vele.



IMPRESSIONISMO PITTORICO


Scandalosamente va la candela
sciogliendosi e la fiamma vi arde ancora,
 ma nel bar è domenica e già sfolla
è tardi la gente, ora ogni chiacchiera
è superflua, ogni ricordo bruciato.
Passarono i cavalli della giostra,
sfilarono i galeoni nel vento
con ori e gemme a destra ed a sinistra
nella stiva e i corsari l’abbordarono.
Il fuoco divorò tutte le fiabe,
i concerti in la bemolle al violino
sanno ormai tutti di già udito e le albe
perfino sembrano laggiù tramonti.
Continuano sempre a razziare i barbari
tra le are di Vesta e perfino i Parti
strariparono dalle Alpi coi carri
e masserizie, tutto devastando.
Al telefono ancora squillò voce
dura di metallo a disdire il saldo,
non fanno più luce a notte le torce.
Al bar un cliente raccontò di un giorno
che stava per finire e uno si mise
a inseguire il sole in barca, gli avevano
infami rubato la luce e pianse.


giovedì 1 giugno 2017

TROCANOR II


L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Georges Braque - Broc et violon





Il post presente reca il seguito, cioè il secondo estratto, del racconto del mese scorso Trocanor. Niente, le solite cose, a commento che potrei dire? Che un artista ha una sua cifra e vi si conforma nelle diverse estrinsecazioni della sua arte. Io che artista sarei, faccio l'artista e perseguo la mia arte. 
Diciamo solo che in questo brano la storia di Cascuccio e delle sue disavventure (o avventure che siano) giudiziarie continuano, alle prese con il verdetto del giudice Giovanni Scaglie, il quale, dal canto suo, poi, sperimentando più che altro le inadeguatezze e limitatezze della giustizia e della legge, pretese certe e inequivocabili, avrà un futuro nel prosieguo di questo mio romanzo Visita di Sirdi, finendo in pagine successive (non facenti parte di questo racconto o, come io lo chiamo, paragrafo del mio libro) per invischiarsi in dubbi, titubanze ed esitazioni, contrastanti con la assolutezza delle abituali azioni e opzioni di magistrato, quale lui è. Cascuccio, però pagherà le conseguenze di questa assolutezza. 








  Non fosse che per questo o per che so io, il pendolo forse non oscillerebbe (?) e non si direbbe della penisola che è il regno di Pulcinella. Tanto per dire, le costolette di maiale si preparano fritte più che arrosto, com’è vero che Firenze fu la regina del Rinascimento europeo, ma il signor Cascuccio, per la verità, geometra del Comune, dette molto da pensare al giudice Scaglie, durante i quasi due anni che durò il dibattimento giudiziario. Ciò detto, passiamo a illustrare l’uso per cuocere il pesce del forno al microonde.
  Le cose procedono così: il pesce grande mangia quello piccolo, indipendentemente dal Levitico (2° libro). Più o meno è come i rotocalchi, che più si leggono più si vendono in edicola e più si stampano? Il giudice, nel dubbio, interrogava il codice. Non c’era effettivamente da rallegrarsi se avevano rapinato un’altra banca al centro. Anche perché Cascuccio aveva moglie e figli, un lavoro al Comune (era geometra) e da tutti ben visto, ma a volte è meglio la maionese. Senza nulla togliere, si capisce, ai cantonieri, che tagliano le erbacce dalle siepi. Senonché il signor Cascuccio in parola da vario tempo non era più lui, si era distaccato dal suo focolare domestico e dalla sua cerchia di conoscenze e a stento conservava per ora il suo posto municipale per darsi da vivere lui solo, in una stanza d’affitto nei pressi dell’autostrada, visto che coccodrilli non ce ne sono al polo, no? Eppure tutti pensarono a quelle sue novità, credendo che la locale reggia borbonica fosse la più bella del mondo. In realtà è Mosè il protagonista dell’esodo. Proseguendo il discorso, anche i topi invecchiano. A differenza di questi e di Leporello, la signora Cascuccio era figlia di uno dei più ricchi di Caserta, dunque poteva badare senza problemi a se stessa e a Marco e Lucia. I battelli no, navigano sul mare. Avvenne così che Medea sposò Giasone.
  Non diversamente, il giudice era nelle peste, quel caso aveva messo in crisi la sua professionalità, la legge sembrava non bastare, Scaglie interrogava la coscienza. Certo che tanta gente è del parere che le orchidee sono più importanti. In altri termini, se non fossero nate le macchine a vapore, probabilmente si sarebbero ideate quelle a scoppio. Il mio pensiero in materia è che bisogna stenografare.
  E ho spiegato il perché: Scaglie, dopo le udienze soprattutto, di quella causa sui generis, ci passava le notti in bianco a pensarci sopra e attualmente di più ancora, ora che è tutto finito. Cioè Davide uccise Golia e fu re. L’acqua è uguale, congela. Uno dei motivi di tal fenomeno fisico non è certo che Cascuccio era perfettamente sano di mente e per niente pazzo. Tutt’altro: le giornate invernali sono brevi.
  Parecchi non ci pensano a questo e bevono tè invece che caffè. Incurante di tal cosa, Scaglie venne il momento per lui di emettere il verdetto. Come niente fosse, un toro ha sempre le corna, egli si diceva. Altro che e la corrida si fa in Spagna. Conseguenza ne fu che il vento soffiava da sud e il mare era calmo, causa che Sansone fosse il più forte di tutti. In pratica vuol dire che il giudice meditò che Dio ci crea una sola volta e ognuno è quello che è alla nascita e non può essere altro, come anche che la conserva di pomodoro si compra molto. E poi non furono sette i re di Roma? La legge, del resto parlava chiaro: passi che le generalità siano, entro limiti ragionevoli sostituibili (ma lui voleva cambiarsi totalmente ex novo il nome e il cognome), i dati anagrafici rimanenti, e non parliamo del sesso, oggetto tuttora di dispute giuridiche, ma parliamo di genitori di origine, di figli generati, di moglie o mogli avute, di fratelli e sorelle, e, dulcis in fundo, di luogo e data di nascita, ebbene tutti quanti questi sono identificativi in modo esclusivo (e una volta per tutte assunti) della persona fisica; essi sono inalienabili e immodificabili, quindi, dedusse Scaglie. Nient’altro da osservare, se non che le nevi e i ghiacci si sciolgono nella stagione calda. E le cicogne, che fanno il nido sui tetti?


(segue)



lunedì 1 maggio 2017

TROCANOR

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio




Hans Arp - Cloud Shepherd




Purtroppo quest'Italia non cambia, né cambia il mondo. E allora ci chiediamo: potremo mai cambiare noi? Solo sulla carta ne esisterebbe la potenzialità. 
Ripropongo pertanto invariate le mie linee stilistiche di fondo in questo nuovo paragrafo (nuovo per modo di dire, del 2000 o giù di lì com'è, diviso in tre brani, di cui questo è il primo), facente parte del mio romanzo, concluso sì, ma in gran parte da riportare su tastiera perché in forma manuale, dal titolo Visita di Sirdi. Il brano appresso seguirà il prossimo mese. 
E', il presente, il medesimo stile trasgressivo già comparso nelle recenti uscite di questo blog, che riflette la solita Italia dei clan, artistici e non, dei poteri meschini e privatistici, il solito mondo invecchiato e logoro, che non sa correggere le sue insufficienze, e perciò si tira avanti, per dirla con Pound, a lume spento.








  Giovanni Scaglie. Pasqua, si sa cade di domenica, così pure lui si era sempre sentito con la coscienza a posto, nel fare il suo lavoro. La geologia, del resto è un altro paio di maniche. Non certo un luccio di fiume. Intendiamoci: rosso di sera bel tempo si spera. Evidentemente, l’acqua evapora mi pare sia implicito in ciò.
  La nostalgia delle carrozze a cavallo no, dunque e Grecia capta ferum victorem vicit. Non solo, ma, quando la volpe vide l’uva troppo alta sul ramo, disse - Nondum matura –. Egli dirigeva la seconda sezione civile del tribunale di Nola, Giovanni Scaglie. Nonostante ciò, i bambini prendono facilmente il morbillo, che è una malattia esantematica con febbre a eziologia infettiva e immunità permanente, infatti i bambini stessi amano giocare con i trenini elettrici. E riguardo al tonno in scatola?: bé, ecco, Scaglie, 48 anni sulle spalle, pensava di non avere scrupoli quanto al suo amministrare la giustizia, si sentiva tutto d’un pezzo.
  Poi, però, la Corsica passò in mano francese e nacque Bonaparte. Già prima cresceva l’ulivo e non lontano abitava il sergente di polizia Biasutti. Il perché è sulla bocca di tutti, perché Esaù perse la primogenitura per un misero piatto di lenticchie; con rispetto parlando, non le pere e il melone.  Per farla corta, Giovanni Scaglie era un po’ che non aveva più l’antica tranquillità. Giudice di specchiata eccetera, le minigonne non vanno, sembra più di moda. Aveva giudicato e sentenziato in centinaia e centinaia di cause, sempre applicando fedelmente la legge con assoluta onestà e imparzialità, comprese le zanzare e la pittura a tempera, nonché la spedizione dei Mille (chi ha mai detto che farsi la barba fa bene al fegato?). Di più, Ezechiele era un profeta.
  Scaglie, però un caso simile non l’aveva ancora mai incontrato e adesso gli scombussolava il quieto vivere, quasi che il gatto miagoli. Il mare purtroppo occupa più spazio della terra ferma o per fortuna l’acqua. E Giona era nel ventre della balena. Quando mai, se era così, ho dato modo di pensare di essere dalla parte dei Ghibellini? Ci si occupi piuttosto seriamente dell’affare dell’inquinamento.
  Quanto a me, preferisco poco sale a tavola, sarà forse che faccio 42 di scarpe. Ebbene il caso era questo: un tale aveva nome Silvio Cascuccio e naturalmente non citerò il terzo libro dei Re nel riferire che il giudice Scaglie andava a messa la domenica e spesso altre volte in settimana. Basti questo, credo per capire cosa significa essere elettricista. Gli spaghetti, similmente, per molti d’oltreconfine rappresentano il meglio del made in Italy. Una buona ragione, secondo me perché i pesci nuotino nell’acqua. Gli aerei intanto volano.
  Il signor Cascuccio anni prima aveva presentato istanza, corredata di ogni documento presso il tribunale di Nola e la sua pratica fu assegnata per competenza al giudice Scaglie. Si tratta a questo punto di tener conto che il formaggio è in primis un derivato del latte e la sua fabbricazione può o no, a seconda delle varie specie in commercio, comprendere una fase diversamente lunga di stagionatura. Ancora, si consideri che Giacobbe ebbe molti figli, tra cui Ruben, figlio di Lia, e Giuseppe, figlio di Rachele, mentre lui era figlio di Isacco. Cosa anche più importante: in geologia, roccia significa agglomerato semplice o composto di minerali, ad esempio una corsa al trotto.
  Dunque, Cascuccio, che doveva essere uomo assai balzano, esibì al tribunale una petizione, già rigettatagli dagli uffici a ciò preposti in via amministrativa, contro il cui giudizio egli appunto ricorreva, petizione in cui non si parlava di vento in poppa. La concinnitas c’impone ora di tacere, non l’elocutio. Dopodiché, ricorderemo l’assedio di Sagunto, fondamentale per qualsiasi trattato di strategia militare, il che non ci esime, ovvio, dal rispetto per i fiori nelle aiuole. In sostanza, la petizione era, come di rito, in carta bollata.
  In deroga a tale procedura, l’acquisto di un po’ di patate è più semplice, scevro di burocrazia, ma più liberty, lo si può constatare di persona, caso mai uno volesse prendere lucciole per lanterne. Sarò breve ora a tal riguardo, vale più, a mio avviso una buona mattinata di footing che assistere a una partita di calcio allo stadio. La chiarezza impone anche di annotare che Cascuccio portava gli occhiali.
  Non scomodiamo adesso qualche autore celebre o il Deuteronomio. Non pensiamo ai nostri venti anni. Non speriamo di vincere alla lotteria. Non ammiriamo qualche pezzo di pittura da museo e non guardiamoci alle spalle nella folla. Notiamo soltanto che l’ombra non è assenza, ma schermo della luce e i pop corn.
  L’Abacuc non recita, per quanto appena detto: “ datosi che sono intervenuti nella mia persona cambiamenti radicali… e questi hanno alterato irrevocabilmente la mia nozione di me stesso e le mie interazioni sociali e familiari… avendo io acquisiti una nuova dimensione soggettiva, una diversa individualità, sentendomi un altro… reclamo la sanzione civile di questo mio nuovo io, attraverso la sostituzione delle mie attuali generalità, espressamente Silvio Cascuccio, con quelle che desidero assumere per il futuro, da me prescelte in Amedeo Bongi; contestualmente esigo la cancellazione agli atti della mia paternità e maternità attraverso l’indicazione  figlio di ignoti, nonché quella del matrimonio da me contratto e dei discendenti da me procreati e, per finire, la surroga del luogo e data di nascita con diversi estremi, e precisamente 18 maggio 1956 a Saviano, anziché 12 ottobre 1957 a Caserta… cosciente di tutte le conseguenze legali della mia volontà (annullamento di parentela anagrafica, quanto a fratelli, moglie, figli e genitori stessi, di titoli di studio conseguiti, di proprietà registrate etc.), sollecito l’accoglimento della mia domanda, quale riconoscimento ufficiale della mia odierna soggettività…”, l’Abacuc no, ma la petizione succitata, sì. Viene da riflettere sugli sport equestri, che, è opinione diffusa, meriterebbero un maggior concorso di pubblico e di appassionati, mentre invece avviene che l’ippica e l’equitazione si praticano sempre a cavallo.

 (segue)

Giacinto Gigante - Tramonto a Caserta

sabato 1 aprile 2017

IL SOLITO TROUBADOUR

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio



Pierre Auguste Renoir - Seine bei Asnères



Si possono leggere qui appresso due mie cose in versi, in cui sviluppo la mia consueta visione della poesia. Una poesia che si sforza di essere attenta agli aspetti armonici e metrici, inoltre si esprime per analogie per così dire sceniche, da cui si può ricavare un'idea particolare ogni volta. Una poesia che, pur rifuggendo da sperimentalismi estremi e spesso inconcludenti, mira a svolgere un discorso artistico innovativo rispetto alle stagioni precedenti della poesia intellettualistica di Thomas Stearns Eliot e Auden e di quella tardoermetica o avanguardistica della vita nazionale. Un messaggio poetico, il mio, che, come anche nella prosa, si sforza di essere al massimo personale e che naturalmente la classe editoriale e intellettual-cronistica di questo paese in mano a clan e poteri occulti non mancherà di ignorare, in cambio da parte mia della più assoluta noncuranza.








FARMACO PER LA SERA




Viavai preciso in stazione di treni,
nel camino le fiammate sprizzare
di ogni volta e, rintocco regolare
di pendolo, maturare sul ramo
mela in vista del mercato val quanto
la campana che sott’acqua risuoni
o in opaco incubo lo sparo muto
e in pien’oceano la barca a remo.




  




NON FINALISTA AL PREMIO LETTERARIO



Più o meno è come il latte in frigorifero,
che si conserva. Probabilmente anche
una betoniera ha più sangue, il faro
del porto è umano al confronto; le barche
in secca sono tal quali e se monta
una burrasca è uguale a delle foglie
al vento. Inerte ferro solido, iota
senza theta e kappa. Dentro le maglie
della rete, sopra il binario numero
quattro, verso dove dirige il treno
e non si sa. L’acqua dentro il sicuro
condotto penso sia lo stesso, pieno
di tanti possibili snodi, in tutti
i sensi o come i cavalli da corsa;
e quando la luna sale sui tetti
antenna non trema al vento che passa.





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Nota:   Val la pena di annotare che questa poesia non è mai stata presentata a premi letterari