martedì 1 ottobre 2024

FLAW 1

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Emblema Salvatore - Senza titolo


Spesso mi viene il dubbio se continuare o no la redazione di questo blog. L'eventualità che io parli al vento mi persuade e allora, mi domando, a che pro mantenere in vita questo spazio artistico e culturale? Certo, la tentazione di buttare tutto all'aria e farla finita con la letteratura è consistente e abbandonarvisi è a volte assai attraente. Tuttavia, a considerare che vivere impone comunque dei compiti da svolgere e una funzione quale che sia ne mondo, onde non ridursi a pura istintività vitale, unitamente alla constatazione che, per quanto poco valga la mia letteratura, è pur sempre un'espressione artistica, degna di essere coltivata e sviluppata mi spinge a non mollare e tirar dritto. Nulla purtroppo cambia nel mondo che mi circonda, né i clan letterari di una infamia unica, né i poteri pubblici ottusi, né la deprecabile globalizzazione internazionale e i media che ne sono un, forse il più,  importante instrumentum regni. Non cambia la cultura nazionale e planetaria, sempre chiusa nel suo cinico particulare guicciardiniano, per cui esponenti di essa disposti a levarsi in piedi per gridare la verità ormai non se ne possono più trovare in giro. Insomma il modo sembrerebbe una casa diroccata, dove ovunque posi il piedi di può cadere una tegola o un detrito in testa. Ecco, il panorama che si offre ai nostri occhi, patrio ed estero, è davvero deprimente e desolante, per cui non sembra autorizzato alcun ottimismo, e con ciò verrebbe voglia di chiudere definitivamente bottega. Le considerazioni su esposte, però, impongono di obbedire ai miei naturali e umani impulsi creativi e studiarmi ancora di dar vita ad altra bellezza. comunque essa sia, nel nome delle arti e della cultura, che non possono morire se non con l'umanità tutta. Allora, ecco il primo brano di un nuovo paragrafo, tratto dal romanzo Lungo il muro, brano da me denominato Flaw. Che possa servire a qualcosa.




 

  Né il rinoceronte per la verità, nel senso che una bolletta telefonica ha un  totale. Orbene, se  il  totale  è  superiore  a  un  tot, allora il 6° capitolo dovrà trattare del modellismo, se inferiore, della filatelia. In sostanza l’autore si occuperà di dimostrare come l’impero romano sarebbe caduto lo stesso. L’autore medesimo, perdinci, essendo di nazionalità incerta (nato a Salerno, traferitosi poi a Budapest, dove visse 18 anni, indi a Istanbul e rimastovi 20 anni, infine a Lisbona dal 2011 fino ad ora), avrà pure il diritto di prendersi un caffè al bar, no! Non si tratta tanto di ricrearsi dopo aver scritto per 2 ore, quanto di stabilire univocamente se un ippopotamo ha 1 o 2 corni, dopodiché concludere che o 1 o 2 le bollette della luce hanno anch’esse un totale. Oltre tutto, poi, il rinoceronte pesa, il che ci porta necessariamente all’affermazione che l’altezza divisa per la larghezza e addizionata al totale non corrisponde alla cifra riportata all’articolo 23 del codice come pena pecuniaria. Non basta, il rinoceronte.

  Ne discende anche che in edilizia il silicone si adopera per svariati usi, come il tenore, la mosca tze-tze, il IV canto. Analogamente, quando negli anni ’90 scoppiarono in Italia tutti quei casi di inchieste per tangenti nei pubblici uffici, diversi uomini politici, e qualcuno molto influente nel paese, caddero nella rete e subirono processi a lungo, dimostrando definitivamente l’ineccepibilità della nota legge fisica, secondo cui un corpo è immerso in un liquido.

   Sempre in virtù di quella legge, si può asserire che, qualora un’ape svolazzi sui fiori delibandone il nettare, non si può escludere che un politico italiano, non importa se la luna sia al I o all’ultimo quarto o il suo colore partitico, non stia intascando bustarelle, allo stesso modo in cui l’acqua scorrendo in una condotta forzata non si conforma al principio del terzo escluso. Né differisce il prezzo di listino dei gelati, in cui, data l’intangibilità del soglio papale, un cornetto a fragola viene equiparato, dimodoché la condizione un cronista (partenopeo o no non fa testo) dice quello che il suo datore di lavoro vuole è pienamente soddisfatta. Ecco perché nel Deuteroisaia sta scritto il profeta annunciò che ci sarebbe stato un delatore per trenta denari, nelle cui parole molto leggono la verità inappellabile che un cronista non può non essere uno zuccone.


(Segue)

domenica 1 settembre 2024

QUNZ 10

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio

Salvatore Emblema - Senza titolo




L'eretico Bruno riprende le sue pubblicazioni dopo la pausa estiva. E le riprende come le aveva interrotte, nel segno cioè della rottura più decisa con la cultura pubblica italica, soggetta ai voleri dei soliti clan (nel senso deteriore del termine) culturali e di poteri ciechi e sordi, sensibili solo ai propri corti interessi e non a quelli più alti dell'arte e dell'intellettualità. Tutto ciò nel quadro di una globalizzazione internazionale sempre più opprimente e oscurantista, che attraverso i media esercita il suo dispotismo sull'uomo e la terra tutta. E che  dire oltre a questo? Che la cultura  italica ufficiale (si pensi a quella che hanno chiamato la nazionale della letteratura presentata alla Buchmesse di Frankfurt, che così si squalifica ampiamente, nazionale selezionata da un innominabile "qualsiasi" cronista televisivo, improvvisatosi, per chi sa quali autorità e da chi poi conferitegli, arbitro di cose letterarie). Siamo alle solite, dunque, in questa cultura sempre più alla deriva, dove trovare qualche voce autentica e coraggiosa, capace di levarsi in difesa della verità, nel mondo intero direi, è pura chimera. Mi ritrovo pertanto a ripetere le medesime cose e a riproporre  la mia letteratura come unico antidoto contro questo medioevo che ci circonda,  gestito com'è da oligarchie che dettano legge, mettendo a tacere ogni genuina espressione che nasca dal basso e osi mettere in discussione la loro autocrazia. A voi ora un nuovo brano, l'ultimo della serie Qunz, che così chiude questa narrazione tratta dal romanzo Lungo il muro.





Segue da Qunz 9 dell'1 giugno 2024

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  Ciò accertato, non resta che osservare come un cerchio si traccia con il compasso. Tracciatolo, non si tratta di misurarne la superficie, quanto piuttosto di vedere se è paragonabile. In sostanza, può quel cerchio essere assimilato al manoscritto del Tasso? Qualora lo fosse, è appena il caso di dire che rappresenterebbe un’ulteriore conferma che l’uva matura. Altrimenti varrebbe la pena senz’altro di indirizzarsi verso l’acquisto di altro genere di frutta, che so, kiwi o prugne. In tutti i casi, però, il manoscritto sparito si sarebbe in teoria potuto recuperare. Qualunque sforzo, però non servì a nulla ed il manoscritto finì irrimediabilmente perduto, cosicché mettere in dubbio fosse mai esistito era il meno che si potesse. Morale: un segno del destino; sennò, ditemi voi, come il cerchio poteva essere tracciato con il compasso, così da fornire un’indicazione incontrovertibile se l’uva matura o meno?

  E il segno fu che la querelle Sagliocca o non Sagliocca si riaccese tra gli studiosi di letteratura in lingua italiana (c’era chi affermava a tal riguardo che l’uva si poteva anche conservare in frigorifero, per cui c’erano tante letterature in lingua italiana, la campana, la siciliana, la veneta, la friulana e così via), al punto che non si capiva più se la frutta fosse un melone o un ananas e molti preferirono farne senza a tavola.

Si fece avanti allora un certo Leonardo Ognibene, un esperto di letteratura del passato da Salerno, il quale propose di accogliere entrambe le posizioni, quella a favore delle asserzioni del Sagliocca e quella contro, ciascuna con un margine di  veridicità  e riscosse vasti e più o meno unanimi consensi. Tutto stava ora a decidere univocamente se il fuoco fosse un elemento e l’aria no, oppure l’acqua sì e la terra no, l’aria sì e l’acqua no o tutte le possibili alternative, ammesso che le locomotive fossero a vapore, il contatore Geiger e le violette da campo 6, in modo da assodare definitivamente che non ci fu volontarietà nell’omicidio Morol. Dopodiché, basterà solo venire a capo di quale sia la taglia dell’abito e ci si potrà presentare degnamente all’appuntamento, una volta dato per scontato che per abracadabra non s’intenda anche paraponziponzipò.

                                                                                                                         (Fine)   

domenica 28 luglio 2024

ALLA GRECIA 2024

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio






Pompei - Affresco di Villa dei misteri





Chiunque segua questo blog saprà certo che il suo appuntamento a luglio con la Grecia antica non può mancare. Sa anche che vi si celebra un rito di rievocazione della letteratura ellenica di quelle epoche, a mezzo di brani nella traduzione originale del suo titolare, che, pur non essendo un grecista di professione, conserva, con il conforto anche di traduzioni altrui con cui egli si confronta, una formazione linguistica nel greco antico valida e all'altezza per affrontare la conversione di testi di allora, facendo leva ovviamente e basilarmente anche sulla sua esperienza narrativa e lirica personale. Il medesimo spera così di riportare in vita dei documenti letterari di alto pregio, rendendoli accessibili in una lingua moderna (per la verità da lui non scelta, ma obbligata dalle circostanze individuali) e modernizzandoli per il possibile, in modo da un lato di rendere il dovuto omaggio a una produzione letteraria all'origine della cultura occidentale, dall'altro di operarne al meglio una specie di restauro. Queste le motivazioni che mi spingono a presentare qui di seguito nella mia interpretazione alcuni spunti letterari di età classica che ritengo esemplari nell'ottica delle finalità sopra illustrate.
(Il blog ritornerà a settembre con nuove pubblicazioni)








LISIA - CONTRO ERATOSTENE, 4-7


Fu Pericle a persuadere mio padre a stabilirsi in questa terra, e vi risiedé trent’anni. Non venimmo a causa né io né lui con chicchessia, vivendo qui democraticamente senza né commettere torti verso chiunque né riceverne. Al tempo però dei Trenta, che si rivelarono perfidi e prevaricatori, essi, nell'assumere l'autorità, proclamavano necessitasse affrancare la città dagli improbi per indurre gli altri cittadini alla virtù e integrità, ma poi mai si permettevano di fare queste cose che propugnavano, come io mi sforzerò di salvarne la memoria, discutendo in primis sulle mie cose e le vostre. Tra i Trenta infatti Teognide e Pisone asserivano riguardo ai meteci che alcuni erano nemici dello stato, il che era un magnifico sotterfugio per dare a vedere di colpirli, ma in realtà approfittare  dei  loro averi.

D’altra parte la città era in cattive acque e al governo facevano d’uopo fondi. Così senza problemi attiravano le persone dalla loro parte. Nessun conto in verità facevano di eliminare esseri umani, laddove giudicavano di primaria importanza carpire ricchezze. 

(trad. G. A.)





ANACREONTE – Fr. 33


A noi la coppa subito, garzone,

e io la scoli d’un sol sorso dal liquido

nel cratere  con  dieci tazze d’acqua

e cinque di vino da te mischiate,

io brindi così  ancora, senza  eccessi.


Nel bere, non facciamo come Sciti,

ingordi in mezzo al chiasso e alla baldoria,

trinchiamo  adagio, tra soavi inni.

(trad. G. A.)





CALLIMACO - Ant.Pal. V, 6

“Giammai uomo o donna di te più vicini

avrò” promise Callignoto un dì a Ionide.

Promise; ma invero i giuramenti

degli spasimanti si dice breccia

non facciano all’orecchio degli dei.

Così oggi lui è in fiamme per un ragazzo

e quella infelice nemmeno calcola.

(trad. G. A.)





ERODOTO -  STORIE, VII-46

Di fronte alla vista dell'intero Ellesponto affollato di navi persiane e tutte le coste e le pianure di Abido traboccanti di soldati persiani, ecco Serse rallegrarsi, ma subito dopo versare lacrime.

Artabano, suo zio paterno, adocchiatolo, lui che per primo aveva espresso apertamente il suo avviso, consigliando Serse di non fare guerra alla Grecia, quest’uomo dunque, resosi conto che il re era in lacrime, gli pose questo interrogativo: - O re, quanto incongruenti cose tra loro hai compiuto adesso e poc’anzi, se, dopo d’esserti proclamato contento, adesso piangi - E quello a dire - Mi mosse a compassione il considerare quanto fugace sia l’intera esistenza umana, visto che di tutti questi pur così tanti di numero nessuno vivrà fino a cent’anni - Allora il primo gli fece - Di tanto ben altro e più commiserevole abbiamo patito dalla vita. In una vita così effimera nessuno che sia uomo, è  nato tanto fortunato, nè in mezzo a questi nè tra gli altri, che non gli salti alla mente non una, ma molte volte, di desiderare la morte piuttosto che vivere. In verità le disgrazie che ci colpiscono e le infermità che ci flagellano danno l’impressione che la vita, malgrado così breve, sia troppo lunga. Pertanto la morte, per essere così infelice la vita, diviene una salvezza ambitissima. E gli dei, che si beano della loro lieta esistenza, si dimostrano gelosi di essa -

(trad. G. A.)




CALLIMACO - Ant.Pal. VII,459


Brava a narrare, suonare e danzare,

spesso le ragazze di Samo Cretide

ricercano, di dolce compagnia

e lingua sciolta, ma qui ella riposa

 nella quiete che a tutte è destinato.

(trad. G. A.)





DEMOSTENE - I FILIPPICA, 30-32


Le disponibilità che abbiamo procurato, eccole dunque. Una volta sottoposte  al voto le alternative, se siete d'accordo, le delibererete per alzata di mano, onde contrastare Filippo non solo con le leggi e gli scritti, bensì anche nelle azioni. E sono dell'avviso che potreste decidere più efficacemente riguardo ai combattimenti e ai loro preparativi, se poneste mente, cittadini ateniesi, alla posizione geografica del paese contro cui dovete guerreggiare e se vi rendeste conto che Filippo si regola in genere volgendo a suo favore i venti e le stagioni e adotta le sue decisioni sfruttando i venti etesii e la stagione invernale, ove noi non possiamo intervenirvi. Fa d'uopo quindi, sulla scorta di ciò, non agire con incursioni in difesa (succederebbe di arrivare sempre fuori tempo), bensì secondo piani sistematici e con truppe regolari. E vi è lecito servirvi per le forze invernali di Lemno, Taso e Sciato, nonché delle isole nei paraggi, ove sono a disposizione tanto porti che vettovaglie e quanto necessiti per delle truppe; e durante la bella stagione, quando da un lato si può costeggiare la terra ferma dall’altro i venti sono gestibili, sarà consentito stazionare nei pressi di quella regione e dell’entrata dei porti.

(trad. G. A.)





CALLIMACO - Ant.Pal. XII, 43

Che sgorbio i poemi ciclici! Andazzo

mai tollero di chi erra di qua e là.

Mi disturbano gli amanti volubili, 

non mi disseto alla fontana pubblica

e mi rincresce ogni volgarità.

“Lisania un amore sei, sì un amore”,

e appena spenta l’eco di questa voce 

ecco chi spiffera  “Sta con un altro”

(trad. G. A.)





CALLIMACO - Ant.Pal. VII,471


Per sempre dorme qui sotto, Filippo,

ogni tuo sogno di padre, il tuo caro

fanciullo dodicenne Nicotéle.

(trad. G. A.)






lunedì 1 luglio 2024

IL TROUBADOUR XXIV-II

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio







Paul Klee - Paesaggio sommerso




E' l'ora della poesia. Esiste ancora oggi?  La domanda è legittima, a considerare che ai giorni nostri essa è talmente svalutata e banalizzata che si è ridotta a esercizio di domenicale dilettantismo e pedestre espressione quotidiana, oltre al fatto che la sua manifestazione veramente autentica riesce quanto mai ostica e proibitiva in un mondo come  l'attuale in cui l'impoetico, lo sgraziato, il volgare, il dozzinale la fanno da padroni, insieme alla spersonalizzazione e al disprezzo della personalità.

Ma persiste in noi il bisogno di una scrittura più nobile, che nasca dalle sorgenti più distillate della coscienza e della cultura individuale. Un bisogno che ci dispone ancora a tentare la poesia, dando aperto corso al canto, inteso come liberazione dell'anima, che in esso si espande e realizza provvisoriamente. La poesia diviene così anche il momento per svincolarsi dalla sudditanza alla coartazione di una quotidianità alla mercé dello squallore, in cui dettano legge poteri sordi e particolaristici e clan di ogni sorta, compresi quelli a sfondo culturale ed artistico, che tutti imperversano in questo paese, tradizionalmente esposto ad essi, perché per natura propenso all'autoritarismo e al dirigenzialismo. Se poi riflettiamo che siamo immersi nella grande mondializzazione, gestita dall'influenza determinante dei media, che dirigono ormai le azioni della nostra vita, si capisce come tutti quanti abbiamo necessità di sganciarci da queste ipoteche  gravissime alla nostra intimità e, per così dire, giurisdizione privata.  

La poesia ce ne offre la possibilità, essa dunque valvola di sfogo all'abbandono e alla prevaricazione del mondo circostante, che ci scavalca e decide al nostro posto. Essa è l'occasione per essere finalmente noi stessi, per personalizzarci. Tuttavia, come  dicevo, la poesia è più che mai un rischio, perché facilmente può cadere nell'impoetico, nel banale, nell'impersonale. Ed ecco che quel rischio compare e la poesia diviene superstite, cioè il residuo ancora possibile di quell'aspirazione millenaria dell'anima. Come tale, ecco a voi qualcuna di queste scommesse dai miei Versi superstiti già pubblicati in volume su  Amazon (delle 2 poesie si può anche seguire l'audio all'interno del mio video You tube dal titolo Storia di un autore - VI tempo: Aggiornamento)





LUNGI LA PETROLIERA




Esposta all’impeto di venti e flutti, 

sulla rocciosa scogliera a strapiombo,

non può l’uccello che strillare a tratti.

Non fu che al lotto mancò il terno o l’ambo

o si strappò la rete al pescatore

e l’auto s’inceppò entro vie isolate,

grandine mieté nel campo ogni fiore,

sfondarono i nemici ancora al fronte. 



 

Egli, no, non poteva che salubre

strillare al becco proteso lontano.

L’estate perché moriva a settembre,

a sera sempre tramontava il giorno,

sempre candela ardendo si spegneva,

 fascio d’iris mai che non appassisse,

arrivato ogni treno ripartiva,

mai onda alla riva non si disfacesse.

Perché Bach suonato sul clavicembalo  

zittiva ogni volta all’ultima nota,

mai accadeva anche al teatro più bello

Hamlet non cadesse sulla ribalta.






NIENTE DA OSSERVARE




Niente, non c’è nient’altro da ridire

se non che poteva spirare allora

da sud quel vento, mica quelle barbare   

raffiche da nord che l’alba ebbe paura

addirittura anch’essa, per le sette

quell’appuntamento essere e non l’una,

non così affollate quelle serate,

trovarsi all’ultimo quarto la luna

e non al primo, quel carico d’oro

non viaggiare in aereo, ma in mare,

quella voce non come il marmo duro,

ma come campana al vespro squillare. 




Ma caddero i loti all’albero marci,

le fanfare non suonarono in strada,

s’insediarono poi sul trono i proci,

divenne in giardino ogni ortensia fetida,

sciamarono dai confini tra fori, 

capitelli, triclini, archi trionfali.

Non bastava che di ruggine i cuori

si coprissero nei privati annali,

ci voleva che l’acqua, in scure vene

scorrendo, tra i tuberi e le radici,

 spuntasse al sole nera più di penne

di corvo, anche più amara degli arsenici.  


sabato 1 giugno 2024

QUNZ 9

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Salvatore Emblema - Senza titolo




Entriamo nell'estate con l'animo rassegnato al solito se non al peggio, voglio dire che non prevediamo cambiamenti in meglio, al massimo al contrario. Diciamo che questo mondo globalizzato ha perso la speranza, non osa più credere che si possa migliorare, si è adagiato nello stallo, e convinto che non ci siano alternative. Chiuso tra le sbarre dell'onnipotenza dei media, in pugno alle oligarchie mondiali, sa che non ci sono vie d'uscita, che dovremo piegarci a questo stato di cose, in cui dettano legge loro; e così da noi leve di comando privatistiche e dal corto raggio d'interesse continueranno a fare il bello e il cattivo tempo, come pure i soliti clan culturali a fare quel che gli pare, mettendo a tacere spesso le  voci più autentiche dello spirito e lasciando parlare invece il deteriore, il banale, il semplicistico. Questa è la misura della nostra rassegnazione e, se vogliamo, della nostra resa. Tuttavia ci rimane la letteratura, la nostra lo letteratura come uscita di sicurezza, come ancora di salvezza, ed è a quella che ci stringiamo e la porgiamo ancora una volta a chi vorrà leggere queste righe che seguono, qui presentate di seguito con le migliori intenzioni 




Continua da Qunz 8 dell'1 maggio 2024

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  Ma non finì lì, la partita di baseball doveva durare ancora 10 minuti e il pubblico era tutto dalla parte dei perdenti, anche se invece i giornalisti erano tutti contro ed erano disposti a dire le solite falsità, cioè che ci vogliono i guantoni e la mazza, quando invece tutti sanno che il comandamento dice non avrai altro Dio. Era in altri termini incontestabile che l’aceto si faceva con il vino e quindi l’uva poteva essere o bianca o rossa.

  Si arrivò al punto che tutti ormai erano concordi su Sagliocca, che aveva ragione, benché in realtà i comandamenti fossero 10 e non 13, come invece traspariva chiaramente dall’essere Sagliocca di Caserta e del XVII secolo. Ci fu addirittura chi si pronunciò in tal guisa – Aronne era il fratello –

  Disgrazia volle il manoscritto del Tasso, così come improvvisamente e inspiegabilmente comparso, così improvvisamente e inspiegabilmente sparì, malgrado fosse sotto chiave in una cassaforte della biblioteca e nessuno, come dimostravano anche le videocamere del servizio di sicurezza, l’avesse aperta, solo pochi giorni dopo la sua divulgazione. Analogamente  la  maturazione  dell’uva  da  tavola   avviene   ben prima di quella da vino, e questo, unito al fatto che 5 monete da 1 euro fanno una banconota da 5 euro, garantiva forse che quella scomparsa del manoscritto tassesco dalla biblioteca fosse un segno del destino?

  La risposta stava tutta nella considerazione che un orso può essere di peluche; infatti mi sembra inoppugnabile che gli orsi stiano ai poli o giù di lì, e allora mi sapete dire voi perché mai il destino, così come stabilisce la distribuzione geografica degli orsi, non poteva permettere che, se di peluche, fossero ubicati anche in altre regioni della terra, che so, sul lungomare di Rio? Orbene, essendo, poniamo, tale il decreto del destino a proposito degli orsi di peluche, di qui a dire che la sparizione del manoscritto in oggetto del Tasso era pur essa un segno del destino mi pare logico.   

  


(Segue)

mercoledì 1 maggio 2024

QUNZ 8

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Salvatore Emblema - Senza titolo



Le stagioni cambiano, così anche gli avvenimenti che formano il nostro destino di uomini. Purtroppo la vita letteraria di questo paese e dell'intero mondo tristemente globalizzato no. Assistiamo alle solite vergogne, per cui troppo spesso  autori e opere di scarsa o nessuna qualità vengo portati in auge e decantati per meriti che non hanno, altri invece, decisamente di valore più consistente, vengono lasciati nell'ombra. Il tutto in base a calcoli personalistici e convenienze di natura editoriale o commerciale. Sono le famigerate leve politiche e gli ancor più famigerati clan artistici che infestano l'Italia a decidere tutto e dirigere il nostro tempo verso una involuzione civile e culturale che adesso non sembra, ma che apparirà presto in tutta la sua drammaticità. Andiamo verso una progressiva deresponsabilizzazione intellettuale delle persone, sempre più spinte verso un culto smodato del danaro e dell'affermazione economica e sempre più distaccate da se stesse, dai rapporti interpersonali, dal dominio di sé, della propria intelligenza e soggettività. Si vanno via via costruendo delle acefale pedine di un gioco fine a se stesso, avente come suo unico scopo di garantire il monopolio dei più ricchi, oramai padroni assoluti della scena, e un  presunto benessere, esclusivamente economico. Il prezzo di tutto ciò è un nuovo medioevo, in cui la nota dominante è l'oscurantismo delle menti, derivante dalla dittatura dei media, nelle mani di gruppi oligarchici. Qualche sprazzo di luce può venire solo dalla poca cultura autentica e libera, oasi nel deserto della cultura asservita, arruolata e conformista che circola sulla stampa e sui teleschermi, mentre la contemporaneità si avvia verso un'era di buio irregimentamento e massificazione. Il brano che qui presento ha la pretesa di sfuggire a quest'ottica e di costituire appunto uno sprazzo di luce nel buio 





Segue da Qunz 7 dell'1 aprile 2024
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  Restava il fatto incontestabile che il codice parlava chiaro: non è vietato il commercio di abiti a tutta gamba e minigonne, cosicché la moda era esclusa in quel contesto urbano e tutt’al più era lecito pensare che il faraone non fosse Hamset II, ma Hamset III. Il particolare non era di poco conto, solo a pensare che l’uva matura al sole e poi si vendemmia, oltre al fatto che per gru s’intende anche l’uccello trampoliere e 0,157 è un numero decimale. Qui sorge doverosa e spontanea la domanda: si può fare la radice cubica di 0,157? e, se sì, stabilire quanti furono le rose contenute nel mazzo, se no, spiegare se c’è un rapporto tra il fatto che Marino era napoletano e il duca di Savoia, che era torinese, lo avesse posto in detenzione. Tanto alla luce della famosa sentenza di Archimede datemi una leva, grazie alla quale sarà agevolmente possibile sperimentare come solo alla luce solare l’uva matura, per cui non ci si venga poi a dire il Savoia non partecipò alla guerra dei trent’anni. Semmai, se ne potrà inferire che fece mettere in cella il napoletano Marino per ritorsione, essendo stato costretto a punire il genovese Murtola. In conclusione, riguardo all’uva nella vigna, si tenga presente che va coltivata e si badi bene che la coltivazione non può consistere nel leggere il giornale a pag. 13, eccezion fatta per il coniglio in salmì.

  Bando alle ciance, volete sapere che altro affermava il documento web del Sagliocca a proposito del Tasso e del Marino? Che l’Adone era un parto comune dei due poeti campani, visto che l’idea, il titolo, nonché svariati luoghi del poema, dal partenopeo trapiantati direttamente nelle ottave, erano di mano autentica del sorrentino, come risultava da altre carte manoscritte di quest’ultimo in possesso del Sagliocca stesso, che egli citava. Tutto ciò, oltre a costituire un importante passo nel progresso tecnologico del ramo delle macchine per il caffè sia da bar che domestiche, mise nello scompiglio il mondo della critica e storiografia letteraria, diremmo meglio, gli ambienti della pallavolo, visto che nella pallavolo c’è la battuta e il pallone non è come quello del rugby. Insomma era un po’ tutto il comparto della siderurgia che vi era interessato, tant’è vero che i meteorologi previdero vento forte da nordest e siccità per il mese di aprile.

  Tuttavia nella cultura non si registrava alcuna decisa accoglienza della tesi del Sagliocca, dal momento che vi era molto scetticismo sull’autenticità e del suo scritto d’epoca e ancor più dei documenti originali del Tasso e del Marino.  Restava il fatto inequivocabile che l’uva da vino cominciava a maturare all’inizio di settembre, e con ciò era definitivamente assodato che non si può tracciare un cerchio senza il compasso. Ecco però che una notizia venne d’un tratto a rischiarare l’affare del Sagliocca: spuntò chi sa come un manoscritto autografo e perciò sicuramente originale del Tasso, una sua epistola a tale Ottavio de’ Ranuccini da Pistoia, scovato in una biblioteca di Lucca, in cui egli asseriva tra l’altro - Ebbi la visita quest’oggi di Giovan Battista Marino, giovin poeta ch’io vedo ‘n lui un figlio e lui parlai per lungo e lui dettai quel che feci de L’Adone, poema ch’io impresi a fare ad hora di qualche luna -, il tutto datato 2 febbraio 1523. Non c’è che dire, così si tagliava la testa al toro, voglio dire non c’erano più dubbi che la famosa satira VI di Giovenale era proprio contro le donne, tanto più che nella pallavolo bisogna conteggiare i punti come anche nel basket.

(Continua)


lunedì 1 aprile 2024

QUNZ 7

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Salvatore Emblema - Senza titolo



Introdurre un mio nuovo brano narrativo significa alla fine ripetermi, perché nulla di diverso rispetto a quanto già da me esplicitato al riguardo in passato potrei aggiungere. Per non incorrere in ripetizioni, magari lo introdurrò senza introdurlo. Traccerò qualche nota sul panorama culturale italico, non tanto per dire che, tanto per cambiare, è in pugno ai soliti poteri torbidi e autocratici e ai clan artistici di sempre, quanto che brilla per grigiore e banalità. Ho sentito dire dai media come l'Italia che andrà alla Fiera del libro di Francoforte sarà un'Italia corale, e concordo pienamente. Infatti i libri dell'editoria nazionale, per lo più milanese e torinese, sono di una piattezza ed uniformità deprimente, per cui corale sarà senz'altro la partecipazione italica alla Fiera di Frankfurt. La letteratura di questo paese attualmente sfiora la cretineria ed asinità, tanto è melensa e senza genio: gli editori milanesi e torinesi, si pascono di scritti insignificanti, che poi girano alla gente comune, spacciandoli per cose degne. In tal modo, non solo la produzione libraria italica è scadente, ma è scadente anche il gusto e l'acculturazione della popolazione, che continua a rincretinirsi grazie alle scelte di una classe editoriale incapace e impenitente, del resto perfettamente in carattere con le esigenze della globalizzazione internazionale, pilotata dai media e dalle oligarchie mondiali, spesso ammantati di liberalismo e democrazia. In tal modo, ecco il bisogno di avvalersi di realizzazioni dell'ingegno genuine e libere, al di fuori di tali logiche deteriori, per venire a tu per tu, se ancora esiste, con la letteratura e l'arte meritevoli di questo nome. Questo uno dei motivi per cui qui presento il prossimo brano di narrativo, tratto dal mio romanzo Lungo il muro, sotto il titolo presente di Qunz 7







Segue da Qunz 6 dell'1 marzo 2024
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  Un 200 metri stile dorso in cui si taglia il traguardo in 20 e 14 è lo stesso che afferrare un ferro da stiro e stirare, in altri termini Bach avrebbe composto il suo famoso adagio sulla terza corda quando aveva appena 23 anni, contrariamente a quanto si pensava a proposito della vendita delle  indulgenze, che  il  prezzo  fosse  più alto e pertanto Lutero non fosse un monaco agostiniano, ma domenicano.

  E qui gettiamo piena luce sulla tesi di Medardo Sagliocca a proposito dell’Adone e dei rapporti tra Giambattista Marino e Torquato Tasso. Ecco qua: se Lutero era agostiniano, è incontestabile che le indulgenze costassero, cosicché il turismo non può non influire sulla pesca del tonno e allora un 200 metri stile dorso nel nuoto si fa in meno tempo, cui si riconduce senz’altro che il rame pesa, condizione questa che indica come Bach non poteva avere che 23 anni, cioè la frazione era 78 e non 77/193. In una parola Sagliocca doveva aver ragione sull’Adone, a meno che invece del tonno nell’Atlantico la pesca non fosse stata del salmone.

  Pesca che poi poteva essere anche del merluzzo, a condizione che la famosa composizione di Bach di cui sopra fosse in mi be molle e non in si bemolle, la qual cosa avrebbe significato contestualmente il ritorno alla moda della minigonna, come si ricavava altresì dal codice, dove si contempla è vietato il commercio di pop corn e merendine, al punto che chiunque avrebbe potuto indossare un camice da odontotecnico e cavare un dente a una balena.

  Ma non fu così per Medardo Sagliocca da Caserta, per il cui documento telematico misteriosamente uscito sul web non si riusciva a risalire a chi lo avesse mai caricato sulla rete, per quante ricerche si fossero compiute. Sfuggiva ai dati informatici la vera fonte dell’inserto internet, il cui artefice pareva sparito nel nulla, volatilizzato, come non fosse mai esistito. Ma, fosse che la luna era a tre quarti, fosse che il prezzo dell’oro fosse calato o fosse ancora che il raccolto di patate fosse stato assai magro, il documento del Sagliocca restava lì, vivo e vegeto, in rete e rappresentava un vero colpo storiografico per la letteratura in lingua italiana, checché volessero dire i geroglifici sul sarcofago del faraone Hamset II. Ovviamente che si trattasse di letteratura in lingua italiana non implicava immediatamente che la pesca fosse del salmone, anzi molti ritenevano che il pezzo di Bach fosse posteriore al 1687, come risultava dal record nei 200 dorso, il cui tempo era più basso di ogni previsione; che la lingua dell’Adone allora non fosse italiana, congetturarono alcuni? Tanto la pesca delle balene era vietata, il che faceva il paio con il fatto che    Giambattista     Marino fosse napoletano e il duca piemontese di Savoia l’avesse fatto incarcerare senza valida ragione a Torino. O forse si poteva supporre, per suffragare che la lingua dell’Adone non fosse italiana, in realtà il salmone fosse più appetibile del merluzzo e quindi era inutile cavare un dente alla balena?


                                                                                (Continua)