domenica 1 dicembre 2024

FLAW 3

 L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio

Salvatore Emblema - Senza titolo 


E rieccoci a Natale. Le stesse cose ritornano, scriveva Robert Musil. Ed in effetti, che cosa cambia, se non lo scorrere del tempo? Ognuno di noi rimane se stesso, con i suoi pregi e i suoi difetti e così ci si ritrova di fronte le stesse persone, con gli stessi problemi che riemergono. E se poi anche le cose intorno sono quelle medesime, cioè si vive più o meno dove si viveva già, tra le stesse strade e le stesse case, ecco che si ha proprio l'impressione di rivivere sempre la stessa storia. Dunque, nel bene e nel male, si direbbe che sia tutto uguale all'anno prima e si tratti solo di ripetere lo stesso copione. Ma, se questo vale per i nostri destini privati, non sorprende che si possa valere anche per gli affari culturali in pubblico, che in un paese come il nostro, dove spadroneggiano clan culturali (nel significato spregiativo del termine, per quanto una certa stampa tenti di far passare la parola clan con valore positivo, cioè di gruppo pienamente trasparente, come ha già fatto con altre parole, come populista, che hanno assunto, grazie alla medesima stampa, un valore invece negativo, addirittura contrario al passato. Populista, per capirci meglio,  una volta indicava chi era a favore del popolo, oggi i cronisti della casta ne hanno fatto un sinonimo di demagogo, per scopi di calcolo politico, al servizio dei loro principali). Ma lasciamo stare e torniamo alla cultura: insomma si ripetono le solite dolenti note della cultura ufficiale, in cui si è arrivati perfino il mese scorso a parlare di una Nazionale delle letteratura, spedita non so da chi e con quale diritto a Frankfurt per la Buchmesse. Meglio voltare pagina, una cosa vomitevole, che ripropone contestualmente i medesimi gravissimi nei della globalizzazione internazionale, sempre più nelle mani di ristrette oligarchie, che, grazie all'arma invincibile dei media in loro possesso, fanno quello che vogliono, laddove l'uomo della strada viene sempre più giostrato come un burattino. Ecco, ritorna Natale e Capodanno, ma niente di buono si profila per l'umanità che vive uno dei periodi più bui per l'intelligenza e il libero pensiero, periodo già in passato da me definito come un moderno medioevo, nel quale siamo immersi fino al collo. Se può giovare, allora si rimanga liberi nella propria coscienza, attraverso la lettura di quest'altro brano del racconto Flaw, il n. 3, tratto dal mio romanzo Lungo il muro  


Segue da Flaw 2 dell'1 novembre 2024

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Non a caso internet si paga o a consumo o in abbonamento, consentendolo pertanto. In più si possono effettuare perfino operazioni bancarie e di borsa, così come Rinaldo, avendo ricevuto notizie di Tancredi alla ricerca di Clorinda nei dintorni di Gerusalemme, mosse a cavallo decisamente verso le mura e per strada vide un fiordaliso insanguinato. Via telematica si consultano i valori dei titoli azionari e obbligazionari, si ordinano lampadari    per    la    casa,    abiti    da    cerimonia,    frigoriferi    e climatizzatori, si impara il turco, si visitano mostre virtuali, si viaggia attraverso le città di tutto il globo, si può anche fare la spesa a domicilio, neanche il sax fosse uno strumento tecnico dei pasticcieri e non piuttosto la canna da pesca.

 

  C’è anche chi attraverso internet amoreggia e chi ci fa affari immobiliari, chi si chiama Olindo Ottieri, chi ha una taglia 56, chi è alto 1.78, chi abita in via Pisacane, chi possiede una Mercedes e chi una Renault. E’ escluso, inversamente che si possa guidare in stato di ubriachezza, si debbano evadere le tasse, sia dato emettere assegni a vuoto, laddove è concesso costruire il quadrato sull’ipotenusa, a meno che l’editore non sia italiano, allorquando si sarà obbligati senz’altro a chiamare il 113. Una volta, però accertatisi che il triangolo è scaleno, non ci saranno più dubbi.

 

  A quel punto, costruito il quadrato su uno qualsiasi dei tre lati, l’acqua non zampillerà mai in tutte le direzioni e la pressione idrostatica non crescerà con la profondità, ma la candela brucerà tramite lo stoppino e, quando la cera sarà finita, vuol dire che il triangolo doveva essere rettangolo. A una conclusione del genere si poteva pervenire anche attraverso il web, a patto che nel navigare si evitassero siti compromessi con clan letterari capitolini, specie se indifferenti alla questione omerica e al resto, pena l’assoluto stravolgimento della geometria euclidea e non euclidea. Sia i sostenitori della squadra di casa nella partita di calcio, allora, sia i creditori dell’albergo Il viaggiatore potranno testimoniare che né il triangolo era isoscele né la candela era accesa né Archimede.


Continua

venerdì 1 novembre 2024

FLAW 2

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio



Salvatore Emblema - Senza titolo


E' tempo di autunno maturo, le cose cambiano, ci si prepara a un diverso clima, le abitudini si trasformano con l'abbigliamento. Insomma, il ciclo annuale  si rinnova, con il ripresentarsi di vecchi momenti e situazioni che si rivivono. Tutto questo è nella natura delle cose, come un protocollo imposto dal nostro destino. Non è imposto invece il ripetersi di inveterate crisi storiche che attraversiamo: mi riferisco alle distorsioni civili e  culturali che puntualmente ci ritroviamo innanzi agli occhi e che  ci rendono amara la vita. La società  si scopre  sempre  travagliata da disagi, ingiustizie, violenze, che angustiano il  nostro tempo e potrebbero, credo, evitarsi con comportamenti più equilibrati e sensati  degli  uomini, la  cultura sempre inquinata da scelte scervellate, dissennate e naturalmente colpevoli di clan artistici nel senso deteriore  del termine e poteri particolaristici, pensosi gli uni e  gli altri solo dei propri calcoli di comodo e dimentichi delle esigenze universali della verità e spiritualità. Che fare, se non prendere atto impotentemente di questo stato di cose, sperando in una impossibile redenzione della realtà? Impossibile e pertanto sconsolatamente non v'è che rifugiarsi nelle autentiche produzioni dell'animo umano, le manifestazioni artistiche, affinché possano darci una mano ad affrontare le incongruenze senza  soluzioni della nostra vita. E' in questa disposizione interiore  che presentiamo un nuovo brano della narrazione da noi intitolata Flaw, augurandoci che possa, così come  a noi, servire a qualcosa per i lettori  



Segue da Flaw 1 dell'1 ottobre 2024

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  Ma non è questo che volevamo arrivare a dire, bensì il trapano elettrico. Questo, infatti gira turbinosamente, scavando dei fori nelle pareti di diametro prestabilito, sia che le  rondini  siano  4  sia che il mese sia di marzo. Logica vuole che, essendo 4 le rondini il mese possa essere anche di giugno, e allora entrambe le condizioni possono anche darsi, nel qual caso ci si domanda se i fori saranno ancora del diametro 10 o i gatti saranno invece 6? Per una corretta risposta si pensi che la Campania potrebbe un domani, dicono, essere federata o, chi sa indipendente. Allora si risponderà senz’altro che   i   fori saranno giusto come i gatti, ossia la criniera del cavallo.

  Questa risposta potrebbe venire anche da internet, solo a considerare che la rete informatica differisce da quelle da pesca se non altro perché l’aratro serve a solcare la terra. Il web costituisce altresì l’espressione più eloquente e manifesta che in mare i pesci nuotano a motivo che, prendendo in mano un ombrello e aprendolo, non è detto che piova. Posto ciò, sarà evidente che un endecasillabo può essere sdrucciolo, e allora le piastrelle saranno quadrate, piano, e allora la motocicletta sarà di 200 cc., o anche tronco, e allora la pala meccanica. Contestualmente dovrà anche verificarsi che la somma differisca.

  Differendo, è ovvio che nessuno oggi potrebbe più fare a meno di internet, anche in vista del cambiamento del tempo martedì. Si prevedono per allora tuoni, fulmini e tempeste, per cui sarà fondamentale cliccare, onde far sì che le caravelle siano quelle. Puta caso ce ne fosse qualcuna in più o in meno, come avrebbero potuto i barbari saccheggiare Roma? E in tale ipotesi, con un copia e incolla o un rinomina si potrebbe tranquillamente disdire l’appuntamento in banca per la stipula della finanziaria sulla Porche, salvo poi rileggere 20000 leghe sotto i mari. Si dirà, perché proprio Jules Verne e perché 20000 leghe? Basterà cambiare la gomma bucata della propria autovettura e ci si assicurerà che le tre caravelle erano tre e non quattro come i moschettieri, compreso, quindi Jules Verne e le leghe.



                                                                                           Continua



martedì 1 ottobre 2024

FLAW 1

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Emblema Salvatore - Senza titolo


Spesso mi viene il dubbio se continuare o no la redazione di questo blog. L'eventualità che io parli al vento mi persuade e allora, mi domando, a che pro mantenere in vita questo spazio artistico e culturale? Certo, la tentazione di buttare tutto all'aria e farla finita con la letteratura è consistente e abbandonarvisi è a volte assai attraente. Tuttavia, a considerare che vivere impone comunque dei compiti da svolgere e una funzione quale che sia ne mondo, onde non ridursi a pura istintività vitale, unitamente alla constatazione che, per quanto poco valga la mia letteratura, è pur sempre un'espressione artistica, degna di essere coltivata e sviluppata mi spinge a non mollare e tirar dritto. Nulla purtroppo cambia nel mondo che mi circonda, né i clan letterari di una infamia unica, né i poteri pubblici ottusi, né la deprecabile globalizzazione internazionale e i media che ne sono un, forse il più,  importante instrumentum regni. Non cambia la cultura nazionale e planetaria, sempre chiusa nel suo cinico particulare guicciardiniano, per cui esponenti di essa disposti a levarsi in piedi per gridare la verità ormai non se ne possono più trovare in giro. Insomma il modo sembrerebbe una casa diroccata, dove ovunque posi il piedi di può cadere una tegola o un detrito in testa. Ecco, il panorama che si offre ai nostri occhi, patrio ed estero, è davvero deprimente e desolante, per cui non sembra autorizzato alcun ottimismo, e con ciò verrebbe voglia di chiudere definitivamente bottega. Le considerazioni su esposte, però, impongono di obbedire ai miei naturali e umani impulsi creativi e studiarmi ancora di dar vita ad altra bellezza. comunque essa sia, nel nome delle arti e della cultura, che non possono morire se non con l'umanità tutta. Allora, ecco il primo brano di un nuovo paragrafo, tratto dal romanzo Lungo il muro, brano da me denominato Flaw. Che possa servire a qualcosa.




 

  Né il rinoceronte per la verità, nel senso che una bolletta telefonica ha un  totale. Orbene, se  il  totale  è  superiore  a  un  tot, allora il 6° capitolo dovrà trattare del modellismo, se inferiore, della filatelia. In sostanza l’autore si occuperà di dimostrare come l’impero romano sarebbe caduto lo stesso. L’autore medesimo, perdinci, essendo di nazionalità incerta (nato a Salerno, traferitosi poi a Budapest, dove visse 18 anni, indi a Istanbul e rimastovi 20 anni, infine a Lisbona dal 2011 fino ad ora), avrà pure il diritto di prendersi un caffè al bar, no! Non si tratta tanto di ricrearsi dopo aver scritto per 2 ore, quanto di stabilire univocamente se un ippopotamo ha 1 o 2 corni, dopodiché concludere che o 1 o 2 le bollette della luce hanno anch’esse un totale. Oltre tutto, poi, il rinoceronte pesa, il che ci porta necessariamente all’affermazione che l’altezza divisa per la larghezza e addizionata al totale non corrisponde alla cifra riportata all’articolo 23 del codice come pena pecuniaria. Non basta, il rinoceronte.

  Ne discende anche che in edilizia il silicone si adopera per svariati usi, come il tenore, la mosca tze-tze, il IV canto. Analogamente, quando negli anni ’90 scoppiarono in Italia tutti quei casi di inchieste per tangenti nei pubblici uffici, diversi uomini politici, e qualcuno molto influente nel paese, caddero nella rete e subirono processi a lungo, dimostrando definitivamente l’ineccepibilità della nota legge fisica, secondo cui un corpo è immerso in un liquido.

   Sempre in virtù di quella legge, si può asserire che, qualora un’ape svolazzi sui fiori delibandone il nettare, non si può escludere che un politico italiano, non importa se la luna sia al I o all’ultimo quarto o il suo colore partitico, non stia intascando bustarelle, allo stesso modo in cui l’acqua scorrendo in una condotta forzata non si conforma al principio del terzo escluso. Né differisce il prezzo di listino dei gelati, in cui, data l’intangibilità del soglio papale, un cornetto a fragola viene equiparato, dimodoché la condizione un cronista (partenopeo o no non fa testo) dice quello che il suo datore di lavoro vuole è pienamente soddisfatta. Ecco perché nel Deuteroisaia sta scritto il profeta annunciò che ci sarebbe stato un delatore per trenta denari, nelle cui parole molto leggono la verità inappellabile che un cronista non può non essere uno zuccone.


(Segue)

domenica 1 settembre 2024

QUNZ 10

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio

Salvatore Emblema - Senza titolo




L'eretico Bruno riprende le sue pubblicazioni dopo la pausa estiva. E le riprende come le aveva interrotte, nel segno cioè della rottura più decisa con la cultura pubblica italica, soggetta ai voleri dei soliti clan (nel senso deteriore del termine) culturali e di poteri ciechi e sordi, sensibili solo ai propri corti interessi e non a quelli più alti dell'arte e dell'intellettualità. Tutto ciò nel quadro di una globalizzazione internazionale sempre più opprimente e oscurantista, che attraverso i media esercita il suo dispotismo sull'uomo e la terra tutta. E che  dire oltre a questo? Che la cultura  italica ufficiale (si pensi a quella che hanno chiamato la nazionale della letteratura presentata alla Buchmesse di Frankfurt, che così si squalifica ampiamente, nazionale selezionata da un innominabile "qualsiasi" cronista televisivo, improvvisatosi, per chi sa quali autorità e da chi poi conferitegli, arbitro di cose letterarie). Siamo alle solite, dunque, in questa cultura sempre più alla deriva, dove trovare qualche voce autentica e coraggiosa, capace di levarsi in difesa della verità, nel mondo intero direi, è pura chimera. Mi ritrovo pertanto a ripetere le medesime cose e a riproporre  la mia letteratura come unico antidoto contro questo medioevo che ci circonda,  gestito com'è da oligarchie che dettano legge, mettendo a tacere ogni genuina espressione che nasca dal basso e osi mettere in discussione la loro autocrazia. A voi ora un nuovo brano, l'ultimo della serie Qunz, che così chiude questa narrazione tratta dal romanzo Lungo il muro.





Segue da Qunz 9 dell'1 giugno 2024

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  Ciò accertato, non resta che osservare come un cerchio si traccia con il compasso. Tracciatolo, non si tratta di misurarne la superficie, quanto piuttosto di vedere se è paragonabile. In sostanza, può quel cerchio essere assimilato al manoscritto del Tasso? Qualora lo fosse, è appena il caso di dire che rappresenterebbe un’ulteriore conferma che l’uva matura. Altrimenti varrebbe la pena senz’altro di indirizzarsi verso l’acquisto di altro genere di frutta, che so, kiwi o prugne. In tutti i casi, però, il manoscritto sparito si sarebbe in teoria potuto recuperare. Qualunque sforzo, però non servì a nulla ed il manoscritto finì irrimediabilmente perduto, cosicché mettere in dubbio fosse mai esistito era il meno che si potesse. Morale: un segno del destino; sennò, ditemi voi, come il cerchio poteva essere tracciato con il compasso, così da fornire un’indicazione incontrovertibile se l’uva matura o meno?

  E il segno fu che la querelle Sagliocca o non Sagliocca si riaccese tra gli studiosi di letteratura in lingua italiana (c’era chi affermava a tal riguardo che l’uva si poteva anche conservare in frigorifero, per cui c’erano tante letterature in lingua italiana, la campana, la siciliana, la veneta, la friulana e così via), al punto che non si capiva più se la frutta fosse un melone o un ananas e molti preferirono farne senza a tavola.

Si fece avanti allora un certo Leonardo Ognibene, un esperto di letteratura del passato da Salerno, il quale propose di accogliere entrambe le posizioni, quella a favore delle asserzioni del Sagliocca e quella contro, ciascuna con un margine di  veridicità  e riscosse vasti e più o meno unanimi consensi. Tutto stava ora a decidere univocamente se il fuoco fosse un elemento e l’aria no, oppure l’acqua sì e la terra no, l’aria sì e l’acqua no o tutte le possibili alternative, ammesso che le locomotive fossero a vapore, il contatore Geiger e le violette da campo 6, in modo da assodare definitivamente che non ci fu volontarietà nell’omicidio Morol. Dopodiché, basterà solo venire a capo di quale sia la taglia dell’abito e ci si potrà presentare degnamente all’appuntamento, una volta dato per scontato che per abracadabra non s’intenda anche paraponziponzipò.

                                                                                                                         (Fine)   

domenica 28 luglio 2024

ALLA GRECIA 2024

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio






Pompei - Affresco di Villa dei misteri





Chiunque segua questo blog saprà certo che il suo appuntamento a luglio con la Grecia antica non può mancare. Sa anche che vi si celebra un rito di rievocazione della letteratura ellenica di quelle epoche, a mezzo di brani nella traduzione originale del suo titolare, che, pur non essendo un grecista di professione, conserva, con il conforto anche di traduzioni altrui con cui egli si confronta, una formazione linguistica nel greco antico valida e all'altezza per affrontare la conversione di testi di allora, facendo leva ovviamente e basilarmente anche sulla sua esperienza narrativa e lirica personale. Il medesimo spera così di riportare in vita dei documenti letterari di alto pregio, rendendoli accessibili in una lingua moderna (per la verità da lui non scelta, ma obbligata dalle circostanze individuali) e modernizzandoli per il possibile, in modo da un lato di rendere il dovuto omaggio a una produzione letteraria all'origine della cultura occidentale, dall'altro di operarne al meglio una specie di restauro. Queste le motivazioni che mi spingono a presentare qui di seguito nella mia interpretazione alcuni spunti letterari di età classica che ritengo esemplari nell'ottica delle finalità sopra illustrate.
(Il blog ritornerà a settembre con nuove pubblicazioni)








LISIA - CONTRO ERATOSTENE, 4-7


Fu Pericle a persuadere mio padre a stabilirsi in questa terra, e vi risiedé trent’anni. Non venimmo a causa né io né lui con chicchessia, vivendo qui democraticamente senza né commettere torti verso chiunque né riceverne. Al tempo però dei Trenta, che si rivelarono perfidi e prevaricatori, essi, nell'assumere l'autorità, proclamavano necessitasse affrancare la città dagli improbi per indurre gli altri cittadini alla virtù e integrità, ma poi mai si permettevano di fare queste cose che propugnavano, come io mi sforzerò di salvarne la memoria, discutendo in primis sulle mie cose e le vostre. Tra i Trenta infatti Teognide e Pisone asserivano riguardo ai meteci che alcuni erano nemici dello stato, il che era un magnifico sotterfugio per dare a vedere di colpirli, ma in realtà approfittare  dei  loro averi.

D’altra parte la città era in cattive acque e al governo facevano d’uopo fondi. Così senza problemi attiravano le persone dalla loro parte. Nessun conto in verità facevano di eliminare esseri umani, laddove giudicavano di primaria importanza carpire ricchezze. 

(trad. G. A.)





ANACREONTE – Fr. 33


A noi la coppa subito, garzone,

e io la scoli d’un sol sorso dal liquido

nel cratere  con  dieci tazze d’acqua

e cinque di vino da te mischiate,

io brindi così  ancora, senza  eccessi.


Nel bere, non facciamo come Sciti,

ingordi in mezzo al chiasso e alla baldoria,

trinchiamo  adagio, tra soavi inni.

(trad. G. A.)





CALLIMACO - Ant.Pal. V, 6

“Giammai uomo o donna di te più vicini

avrò” promise Callignoto un dì a Ionide.

Promise; ma invero i giuramenti

degli spasimanti si dice breccia

non facciano all’orecchio degli dei.

Così oggi lui è in fiamme per un ragazzo

e quella infelice nemmeno calcola.

(trad. G. A.)





ERODOTO -  STORIE, VII-46

Di fronte alla vista dell'intero Ellesponto affollato di navi persiane e tutte le coste e le pianure di Abido traboccanti di soldati persiani, ecco Serse rallegrarsi, ma subito dopo versare lacrime.

Artabano, suo zio paterno, adocchiatolo, lui che per primo aveva espresso apertamente il suo avviso, consigliando Serse di non fare guerra alla Grecia, quest’uomo dunque, resosi conto che il re era in lacrime, gli pose questo interrogativo: - O re, quanto incongruenti cose tra loro hai compiuto adesso e poc’anzi, se, dopo d’esserti proclamato contento, adesso piangi - E quello a dire - Mi mosse a compassione il considerare quanto fugace sia l’intera esistenza umana, visto che di tutti questi pur così tanti di numero nessuno vivrà fino a cent’anni - Allora il primo gli fece - Di tanto ben altro e più commiserevole abbiamo patito dalla vita. In una vita così effimera nessuno che sia uomo, è  nato tanto fortunato, nè in mezzo a questi nè tra gli altri, che non gli salti alla mente non una, ma molte volte, di desiderare la morte piuttosto che vivere. In verità le disgrazie che ci colpiscono e le infermità che ci flagellano danno l’impressione che la vita, malgrado così breve, sia troppo lunga. Pertanto la morte, per essere così infelice la vita, diviene una salvezza ambitissima. E gli dei, che si beano della loro lieta esistenza, si dimostrano gelosi di essa -

(trad. G. A.)




CALLIMACO - Ant.Pal. VII,459


Brava a narrare, suonare e danzare,

spesso le ragazze di Samo Cretide

ricercano, di dolce compagnia

e lingua sciolta, ma qui ella riposa

 nella quiete che a tutte è destinato.

(trad. G. A.)





DEMOSTENE - I FILIPPICA, 30-32


Le disponibilità che abbiamo procurato, eccole dunque. Una volta sottoposte  al voto le alternative, se siete d'accordo, le delibererete per alzata di mano, onde contrastare Filippo non solo con le leggi e gli scritti, bensì anche nelle azioni. E sono dell'avviso che potreste decidere più efficacemente riguardo ai combattimenti e ai loro preparativi, se poneste mente, cittadini ateniesi, alla posizione geografica del paese contro cui dovete guerreggiare e se vi rendeste conto che Filippo si regola in genere volgendo a suo favore i venti e le stagioni e adotta le sue decisioni sfruttando i venti etesii e la stagione invernale, ove noi non possiamo intervenirvi. Fa d'uopo quindi, sulla scorta di ciò, non agire con incursioni in difesa (succederebbe di arrivare sempre fuori tempo), bensì secondo piani sistematici e con truppe regolari. E vi è lecito servirvi per le forze invernali di Lemno, Taso e Sciato, nonché delle isole nei paraggi, ove sono a disposizione tanto porti che vettovaglie e quanto necessiti per delle truppe; e durante la bella stagione, quando da un lato si può costeggiare la terra ferma dall’altro i venti sono gestibili, sarà consentito stazionare nei pressi di quella regione e dell’entrata dei porti.

(trad. G. A.)





CALLIMACO - Ant.Pal. XII, 43

Che sgorbio i poemi ciclici! Andazzo

mai tollero di chi erra di qua e là.

Mi disturbano gli amanti volubili, 

non mi disseto alla fontana pubblica

e mi rincresce ogni volgarità.

“Lisania un amore sei, sì un amore”,

e appena spenta l’eco di questa voce 

ecco chi spiffera  “Sta con un altro”

(trad. G. A.)





CALLIMACO - Ant.Pal. VII,471


Per sempre dorme qui sotto, Filippo,

ogni tuo sogno di padre, il tuo caro

fanciullo dodicenne Nicotéle.

(trad. G. A.)






lunedì 1 luglio 2024

IL TROUBADOUR XXIV-II

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio







Paul Klee - Paesaggio sommerso




E' l'ora della poesia. Esiste ancora oggi?  La domanda è legittima, a considerare che ai giorni nostri essa è talmente svalutata e banalizzata che si è ridotta a esercizio di domenicale dilettantismo e pedestre espressione quotidiana, oltre al fatto che la sua manifestazione veramente autentica riesce quanto mai ostica e proibitiva in un mondo come  l'attuale in cui l'impoetico, lo sgraziato, il volgare, il dozzinale la fanno da padroni, insieme alla spersonalizzazione e al disprezzo della personalità.

Ma persiste in noi il bisogno di una scrittura più nobile, che nasca dalle sorgenti più distillate della coscienza e della cultura individuale. Un bisogno che ci dispone ancora a tentare la poesia, dando aperto corso al canto, inteso come liberazione dell'anima, che in esso si espande e realizza provvisoriamente. La poesia diviene così anche il momento per svincolarsi dalla sudditanza alla coartazione di una quotidianità alla mercé dello squallore, in cui dettano legge poteri sordi e particolaristici e clan di ogni sorta, compresi quelli a sfondo culturale ed artistico, che tutti imperversano in questo paese, tradizionalmente esposto ad essi, perché per natura propenso all'autoritarismo e al dirigenzialismo. Se poi riflettiamo che siamo immersi nella grande mondializzazione, gestita dall'influenza determinante dei media, che dirigono ormai le azioni della nostra vita, si capisce come tutti quanti abbiamo necessità di sganciarci da queste ipoteche  gravissime alla nostra intimità e, per così dire, giurisdizione privata.  

La poesia ce ne offre la possibilità, essa dunque valvola di sfogo all'abbandono e alla prevaricazione del mondo circostante, che ci scavalca e decide al nostro posto. Essa è l'occasione per essere finalmente noi stessi, per personalizzarci. Tuttavia, come  dicevo, la poesia è più che mai un rischio, perché facilmente può cadere nell'impoetico, nel banale, nell'impersonale. Ed ecco che quel rischio compare e la poesia diviene superstite, cioè il residuo ancora possibile di quell'aspirazione millenaria dell'anima. Come tale, ecco a voi qualcuna di queste scommesse dai miei Versi superstiti già pubblicati in volume su  Amazon (delle 2 poesie si può anche seguire l'audio all'interno del mio video You tube dal titolo Storia di un autore - VI tempo: Aggiornamento)





LUNGI LA PETROLIERA




Esposta all’impeto di venti e flutti, 

sulla rocciosa scogliera a strapiombo,

non può l’uccello che strillare a tratti.

Non fu che al lotto mancò il terno o l’ambo

o si strappò la rete al pescatore

e l’auto s’inceppò entro vie isolate,

grandine mieté nel campo ogni fiore,

sfondarono i nemici ancora al fronte. 



 

Egli, no, non poteva che salubre

strillare al becco proteso lontano.

L’estate perché moriva a settembre,

a sera sempre tramontava il giorno,

sempre candela ardendo si spegneva,

 fascio d’iris mai che non appassisse,

arrivato ogni treno ripartiva,

mai onda alla riva non si disfacesse.

Perché Bach suonato sul clavicembalo  

zittiva ogni volta all’ultima nota,

mai accadeva anche al teatro più bello

Hamlet non cadesse sulla ribalta.






NIENTE DA OSSERVARE




Niente, non c’è nient’altro da ridire

se non che poteva spirare allora

da sud quel vento, mica quelle barbare   

raffiche da nord che l’alba ebbe paura

addirittura anch’essa, per le sette

quell’appuntamento essere e non l’una,

non così affollate quelle serate,

trovarsi all’ultimo quarto la luna

e non al primo, quel carico d’oro

non viaggiare in aereo, ma in mare,

quella voce non come il marmo duro,

ma come campana al vespro squillare. 




Ma caddero i loti all’albero marci,

le fanfare non suonarono in strada,

s’insediarono poi sul trono i proci,

divenne in giardino ogni ortensia fetida,

sciamarono dai confini tra fori, 

capitelli, triclini, archi trionfali.

Non bastava che di ruggine i cuori

si coprissero nei privati annali,

ci voleva che l’acqua, in scure vene

scorrendo, tra i tuberi e le radici,

 spuntasse al sole nera più di penne

di corvo, anche più amara degli arsenici.  


sabato 1 giugno 2024

QUNZ 9

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Salvatore Emblema - Senza titolo




Entriamo nell'estate con l'animo rassegnato al solito se non al peggio, voglio dire che non prevediamo cambiamenti in meglio, al massimo al contrario. Diciamo che questo mondo globalizzato ha perso la speranza, non osa più credere che si possa migliorare, si è adagiato nello stallo, e convinto che non ci siano alternative. Chiuso tra le sbarre dell'onnipotenza dei media, in pugno alle oligarchie mondiali, sa che non ci sono vie d'uscita, che dovremo piegarci a questo stato di cose, in cui dettano legge loro; e così da noi leve di comando privatistiche e dal corto raggio d'interesse continueranno a fare il bello e il cattivo tempo, come pure i soliti clan culturali a fare quel che gli pare, mettendo a tacere spesso le  voci più autentiche dello spirito e lasciando parlare invece il deteriore, il banale, il semplicistico. Questa è la misura della nostra rassegnazione e, se vogliamo, della nostra resa. Tuttavia ci rimane la letteratura, la nostra lo letteratura come uscita di sicurezza, come ancora di salvezza, ed è a quella che ci stringiamo e la porgiamo ancora una volta a chi vorrà leggere queste righe che seguono, qui presentate di seguito con le migliori intenzioni 




Continua da Qunz 8 dell'1 maggio 2024

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  Ma non finì lì, la partita di baseball doveva durare ancora 10 minuti e il pubblico era tutto dalla parte dei perdenti, anche se invece i giornalisti erano tutti contro ed erano disposti a dire le solite falsità, cioè che ci vogliono i guantoni e la mazza, quando invece tutti sanno che il comandamento dice non avrai altro Dio. Era in altri termini incontestabile che l’aceto si faceva con il vino e quindi l’uva poteva essere o bianca o rossa.

  Si arrivò al punto che tutti ormai erano concordi su Sagliocca, che aveva ragione, benché in realtà i comandamenti fossero 10 e non 13, come invece traspariva chiaramente dall’essere Sagliocca di Caserta e del XVII secolo. Ci fu addirittura chi si pronunciò in tal guisa – Aronne era il fratello –

  Disgrazia volle il manoscritto del Tasso, così come improvvisamente e inspiegabilmente comparso, così improvvisamente e inspiegabilmente sparì, malgrado fosse sotto chiave in una cassaforte della biblioteca e nessuno, come dimostravano anche le videocamere del servizio di sicurezza, l’avesse aperta, solo pochi giorni dopo la sua divulgazione. Analogamente  la  maturazione  dell’uva  da  tavola   avviene   ben prima di quella da vino, e questo, unito al fatto che 5 monete da 1 euro fanno una banconota da 5 euro, garantiva forse che quella scomparsa del manoscritto tassesco dalla biblioteca fosse un segno del destino?

  La risposta stava tutta nella considerazione che un orso può essere di peluche; infatti mi sembra inoppugnabile che gli orsi stiano ai poli o giù di lì, e allora mi sapete dire voi perché mai il destino, così come stabilisce la distribuzione geografica degli orsi, non poteva permettere che, se di peluche, fossero ubicati anche in altre regioni della terra, che so, sul lungomare di Rio? Orbene, essendo, poniamo, tale il decreto del destino a proposito degli orsi di peluche, di qui a dire che la sparizione del manoscritto in oggetto del Tasso era pur essa un segno del destino mi pare logico.   

  


(Segue)