L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio.
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| I Propilei |
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(Alceo
di Mitilene fu conterraneo della famosa poetessa Saffo, Mitilene infatti era
una polis dell’isola di Lesbo. Aristocratico, fu un irriducibile avversario dei
tiranni che si succedettero nella sua città, lui vivo, prima Melancro, poi Mirsilo, infine Pittaco. E perciò patì lunghi anni l’esilio. Morì, si stima,
settantenne forse nel 560 a.C., a Mitilene, dove aveva fatto ritorno grazie a
un’amnistia concessa da Pittaco)
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Frammento 39
E sia, trinchiamo col cappio alla
gola,
è l’ora di una bella sbronza a
forza;
sol che Mirsilo è all’altro mondo,
sia.
Frammento 135
Lontano, dal mare, da plaghe estreme
fecero capo fin qui certi uccelli,
queste anatre, variopinte a ali aperte.
Frammento 91
Mai
, Bucchis, piegare il capo
a disgrazie:
nulla guadagneremo
a compatirci:
brindare, servendoci il
vino
è
il miglior medico
Frammento 2
Te
voglio osannare, mio patrono, Ermes,
te, che a Maia concepì su sacre
altezze
da augusti baci Zeus l’onnipotente.
Frammento 46a
Donde tutta questa
ridda di soffi?
I flutti ballano
di qua e di là
e noi nel mezzo siamo sballottati
sulla nave brunita di catrame,
ormai provati dal gran putiferio.
Già il mare allaga ai loro piedi gli
alberi,
le vele sono ridotte ad un velo,
strappi laceri vi scendono larghi
e già le ancora stanno per mollare.
Frammento 90
Formidabili acquazzoni dal cielo
Zeus precipita, questo inverno,
e si gonfiano i corsi d’acqua.
Annienta tu l’inverno con il fuoco,
in una versando mieloso vino,
cingi le tempie di cuscini soffici.
Frammento 94
Innaffia pure di vino le fauci,
Sirio ritorna in cielo, l’ora è
greve,
al solleone tutto arde di sete,
tra i rami odi la cicala far musica
ed il cardo è sul campo:
s’infiammano
le femmine e i maschi
s’inaridiscono,
or che Sirio brucia testa e
ginocchia.
Frammento 359
Candida rampolla di sassi ed onde,
per il cuore di fanciulli malia,
tu, che sei la conchiglia in mezzo al mare.
Frammento 87
Quel Pittaco, quel figlio di nessuno,
voi l’avete quanti siete osannato,
ed ora tenetevelo tiranno
d’una città senza più polso e
jellata.

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