mercoledì 30 luglio 2014

ALLA GRECIA - 2014

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio.


I Propilei

Come ogni anno di luglio, questo blog rende un rispettoso omaggio alla Grecia, la patria della letteratura occidentale e la patria del cuore di molti di noi a preferenza di quest'Italia, così nemica e ingrata. Quest’anno gli onori all’Ellade le giungono attraverso una serie di brani poetici aventi per autore Alceo, il poeta di Mitilene, tutti tradotti da Gerardo Allocca, titolare di questo blog.

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(Alceo di Mitilene fu conterraneo della famosa poetessa Saffo, Mitilene infatti era una polis dell’isola di Lesbo. Aristocratico, fu un irriducibile avversario dei tiranni che si succedettero nella sua città, lui vivo, prima Melancro, poi Mirsilo, infine Pittaco. E perciò patì lunghi anni l’esilio. Morì, si stima, settantenne forse nel 560 a.C., a Mitilene, dove aveva fatto ritorno grazie a un’amnistia concessa da Pittaco)

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  Frammento 39


E sia, trinchiamo col cappio alla gola,
è l’ora di una bella sbronza a forza;
sol che Mirsilo è all’altro mondo, sia.




Frammento 135


Lontano, dal mare, da plaghe estreme
fecero capo fin qui certi uccelli,
queste anatre, variopinte a ali aperte.




Frammento 91


      Mai , Bucchis,  piegare   il capo  a  disgrazie:
nulla  guadagneremo   a  compatirci:
brindare, servendoci  il  vino
è   il   miglior  medico



    Frammento  2


Te voglio osannare, mio patrono, Ermes,
te, che a Maia concepì su sacre altezze
da augusti baci Zeus l’onnipotente.



       Frammento  46a


Donde  tutta questa  ridda  di  soffi?
I flutti  ballano  di qua e di là
e noi nel mezzo siamo sballottati
sulla nave brunita di catrame,
ormai provati dal gran putiferio.
Già il mare allaga ai loro piedi gli alberi,
le vele  sono ridotte ad un velo,
strappi laceri vi scendono larghi
e già le ancora stanno per mollare.



       Frammento 90


Formidabili acquazzoni dal cielo
Zeus precipita, questo inverno,
e si gonfiano  i corsi d’acqua.


Annienta tu l’inverno con il fuoco,
in una versando mieloso vino,
 cingi le tempie di cuscini soffici.
       


      Frammento 94


 Innaffia pure di vino le fauci,
Sirio ritorna in cielo, l’ora è greve,
al solleone tutto arde di sete,
tra i rami odi la cicala far musica
ed il cardo è sul campo: s’infiammano
le femmine e i maschi s’inaridiscono,
or che Sirio brucia testa e ginocchia.



Frammento 359


Candida rampolla di sassi ed onde,
per il cuore di fanciulli malia,
tu, che sei la conchiglia in mezzo al mare.




         Frammento 87


Quel Pittaco, quel figlio di nessuno,
 voi l’avete quanti siete osannato,
ed ora tenetevelo tiranno
d’una città senza più polso e jellata.





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