L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio
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| Amedeo Modigliani - Chaim Soutine |
E NUVOLE
Un altro lunedì tisico e cenere
è di ogni fiamma. Piovono sui passi
crolli di castelli in quadri e
picche: ore
appuntate sull’agenda che si
liquefano in cuore come le bambole
dell’incendio. Maestà che in
incognito
stanno in agguato a ogni angolo e a
parole
vendute per Renoir un bel fioretto
SEI O SETTE GEROGLIFICI
Tra una tempesta ed un’altra, tra l’onda
che sale e l’onda che scende o la tromba
del Pierrot, la natura
dell’ingrandimento potrebbero essere
due bottoni identici di corno (d’osso),
tanto per così dire.
Il fagotto che continua a suonare
borbotta in tono forte
due note gemelle perfettamente,
in altri termini, una dopo l’altra.
Che colori siano squillanti, sagome
nette e la foto, d’arte!
Farò due flash tali e quali da esporre
in vetrina. Il riflesso
della collana nello specchio, il viso
di Narciso nello stagno, dei guanti.
Il mondo è così, che quando esso passa
due volte per la stessa scena, pare
d’impazzire. Il sogno è simile, lente
parabolica che ubriaca. Il ritorno
del temporale di fine d’estate,
del geranio rosso sopra il balcone,
della sciarpa intorno al collo, il rinnovo
del verde ai rami, dell’abbonamento,
la stessa luce in cielo
al pomeriggio, fanno
il fagotto che ripete il la. L’acqua
che goccia al rubinetto.
Bene, il flash scatterà per due la, pose
conformi vissute.
Cucù di nuovo
sulle dodici, coppia di orecchini.
Si vedrà come lo stesso uomo in stesso
ciak, di mezzo un anno, sia tutto un altro
paio di maniche, pur se i due bottoni
siano (quanto a metafora) compagni.
Apparirà anche il ghiaccio
di dentro del non ripescare il nord,
il proprio nord. E come l’uovo non sia uovo,
i pini non più pini,
l’acqua tutt’altro. Il ghiaccio
del meteorite fuori dell’orbita
in spazi inospitali.
E così, fuor binario,
proseguendo la corsa
fino al capolinea, noi vedremo
altro convoglio che al primo flash, storia
che si consuma attonita, intronata.
Ingrandiremo il tutto
e la duplice foto sarà pronta.
Sempre quella la storia,
quantunque la novella sia diversa.
non avrebbero tagliato il ciliegio
nel giardino, rovinando del tutto
lassù i nidi dei merli, l’altro
maggio
il cardellino alla finestra il gatto
non avrebbe trangugiato, invasori
mai avrebbero valicato a nord le
Alpi,
la ragazza non avrebbe certo ieri
lasciata l’innamorato con colpi
di telefono. Violente abbattendosi
sulla riva, non avrebbero le onde
smantellato il lungomare, due frasi,
diresti un tango ritmato alle corde,
devastato il tuo ottobre non
avrebbero,
brodo per diserbare le tue viole,
girando ogni manopola allo zero,
fiaccando il respiro a tutte le vele.

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