giovedì 1 settembre 2022

JAGGHES 1

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Salvatore Emblema - Dipinto storico



Ecco un nuovo estratto dal mio romanzo Lungo il muro, per ricaricare il blog e ripartire dopo la breve pausa estiva. L'eretico Bruno riaffila le sue armi e presenta dell'altra letteratura in prosa. Ciò che lo anima in primis è essenzialmente un imperativo morale, consistente nell'obbedire alla sua vocazione artistica, che egli vuole onorare fino in fondo. Non si aspetta egli di ricevere dei vantaggi, magari una consacrazione letteraria, tipo quella che toccò a Italo Svevo, no, egli elargisce senza pretendere o, almeno, senza illudersi di ricevere. All'autore di questo blog basta spendere i suoi talenti, per quanti siano. Avendo ricevuto delle doti, per quello che valgano, egli non può che esercitarle, nel rispetto innanzitutto della moralità umana e in pro della società, contando di far cosa utile con il suon contributo al progresso delle arti. Mio intento è stato infatti mettere in piedi un inedito linguaggio letterario, che possa servire per la storia dell'uomo, lasciando una mia eredità culturale come testamento. Poco importa esservi o non esservi riuscito, l'importante è averci provato, aver combattuto a testa alta, che si sia vinto o si sia perso. E poco importa, ai fini di questo mio impegno, che poteri oscuri e biechi di questo paese e clan artistici abbiano fatto di tutto per  rendermi la vita impossibile, sabotando per corti interessi propri il mio lavoro e il mio obbligo morale










Jagghess forse vuol dire qualcosa, ma non ho idea che. Non potrebbe sicuramente indicare quanti anni aveva sul groppone Matusalemme, se non altro per il fatto che un ottagono esigerebbe anche gli angoli nella figura, laddove il basilico è verde e un lampadario deve portare le lampadine. Certo, Jagghes potrebbe anche essere il cognome di qualcuno, certo, ma allora le motociclette dovrebbero essere più potenti, sennò come potrebbe il sedano essere anch’esso verde?

Bando alle ciance su Jagghes, ho già abbastanza  problemi  con  la pittura napoletana del ‘600. Sarà che avrò sentito quel nome da qualche parte, ma ciò non implica che debba per forza sorbirmi un tè al bar. E se prendessi uno scotch? Non sarà quel nome a tediarmi l’anima. Niente, un caffè lungo, e via.

Venendo al dunque, dicevo che Matusalemme aveva gli anni, e perché Alì Babà no? Il punto non è, allora Matusalemme o Alì Babà, ma le piastrelle del bagno devono essere 15x30 oppure 25x25? Onde scegliere al meglio, dovrei mica rivolgermi a un avvocato, che possa illuminarmi sulla possibilità o meno di diventare ballerino. Ballerino, direte? Ballerino, quello, precisamente. Immaginarsi che, qualora diventassi ballerino, dovrei disporre di una patente di guida, e secondo voi, avere una patente di guida non esige che uno sia maggiorenne e, se maggiorenne, uno non potrebbe anche chiamarsi Jagghes? Jagghes potrebbe, perciò, essere il venditore di piastrelle, cosicché la scelta sulle piastrelle dipenderebbe solo da me e lui, e vuoi vedere allora che non saprei decidere tra Salvator Rosa, Luca Giordano e Giuseppe Recco? Lapalissiano.

Dunque veniamo alla pittura napoletana del ‘600. Basti dire che una confezione di detersivo per i pavimenti è in genere di plastica, per capire che la pittura non è la scultura e, se è così, mi sapete dire per qual motivo nel nostro paese arricchirsi spesso esige essere disonesti, per cui tanti sono i danarosi che si sono procurate le loro fortune per mezzo di imbrogli  e  inghippi, altro  che  lavoro? E solo  a  considerare che la pittura non è neanche l’architettura, sorge logica la conclusione che da noi rubare è meglio. Ecco che in tanti dicono alla fine, o pittore o scultore, basta che sia arte. Arte non carte, nel senso di non prendere il taxi.

Qualcuno obietterà che i giornalisti, e i napoletani ve li raccomando proprio, fanno gli articoli o i servizi. Ebbene? Contano tutte quelle fandonie alla gente, per fare gli interessi dei loro padroni editori, e questo non significa fare del cinematografo? Se è giusto quel che dico, sarà anche giusto che un calciatore tira i calci e la gente impazzisce per lui, insomma la pittura non è scultura. Non essendolo, mi sembra ovvio che Jagghes possa vendere le piastrelle ed io scelga, che so, 35x50.

                                                                                                                                 (Segue)

sabato 30 luglio 2022

ALLA GRECIA 2022

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Giorgio De Chirico - Frutta con busto di Apollo


Tanto per cambiare, l'eretico Bruno si ripresenta alla scadenza annuale di fine luglio con un nuovo omaggio alla letteratura greca classica. E' una tradizione di questo blog, che si fonda su una duplice motivazione, da un lato ritornare alle sorgenti della letteratura di tutti i tempi, dall'altro rendere merito a delle pagine superbe in prosa e poesia. Ovviamente, sempre come costume di questo blog, i brani presentati lo sono sempre nella traduzione di Gerardo Allocca, che, nell'attendere a queste interpretazioni dal greco antico, intende compiere delle avventure letterarie, che lo supportino anche nel suo impegno di poeta e scrittore moderno in proprio. Rivivere la letteratura del passato per riceverne utili insegnamenti e stimoli da investire nella letteratura del presente, in barba a clan artistici e poteri meschini. Graecia capta ferum victorem vicit: è la famosa sentenza oraziana e dimostra ancora oggi l'autorità culturale della Grecia, che vogliamo ancora una volta celebrare e onorare. Con ciò, un saluto ai nostri lettori, arrivederci a settembre



ALCMANE (fr.15)

 

Subito, al volo dello sparviero, ecco

le ragazze del coro, uccelli, via! 

(trad. G. Allocca)



POLIBIO - STORIE (I, 1, 1-5)


Ammesso e non concesso per noi ci fossero per caso precedenti tra chi abbiano atteso a raccontare le vicende umane di aver mancato di tessere le lodi della storia stessa, risulterebbe probabilmente l’esigenza di raccomandare a chiunque di preferire e accogliere questo genere di opere per non esserci alcuno più pratico rimedio dell’essere a giorno circa gli avvenimenti trascorsi. Dal momento che però né alquanti né una frazione, ma la totalità per intenderci sono ricorsi a ciò in apertura e in chiusura, sostenendo che più autentica istruzione e addestramento per la vita politica dello studio della storia non v’è e lezione più eloquente e unica per regolarsi elettamente di fronte ai capricci della sorte della memoria delle cose già successe ad altri, si capisce come a nessuno possa apparire conveniente tornare a disquisire su argomenti egregiamente illustrati e da parecchi, meno che mai a noi. E difatti la singolarità medesima dei fatti che ci siamo decisi a trattare, basterà a richiamare e raccomandare chiunque sia, giovane o in anni, a leggere questo scritto (trad. G. Allocca)


 

ANACREONTE (fr. 17)

 

Giù ancora nei flutti schiumosi,

cieco d’amore, dalla roccia

di Leucade precipitarsi

(trad. G. Allocca)



PLATONE - CRITONE (IX-47)


SOCRATE: Sulla scorta delle nostre premesse, a questo punto, v’è solo da vagliare se risponda a equità ch’io provi a evadere di qui o meno contro il volere degli Ateniesi; e, caso mai sembri equo, osiamo, caso mai no, desistiamo. Quelle tue riflessioni circa la privazione del patrimonio e del buon nome e della cura dei figli, il cielo non voglia in realtà coincidano, o Critone, con quelle di coloro che a cuor leggero mandano a morte e riporterebbero in vita, se solo ne fossero in grado, senza cervello, coloro che sono in prevalenza. Per noi, secondo logica, altro non si debba valutare che quanto vengo appena dal dire, cioè se sia corretto passare soldi sotto banco e rendere grazia a costoro che mi cacceranno fuori da qui dentro, così da liberarcene ed esserne liberati, oppure per la verità faremo torto in questo modo. E se parrà che iniquamente metteremo in pratica queste azioni, non si stia assolutamente a discutere né se sia da perdere la vita così, restando inattivi, né se sia da subirne qualunque altri contraccolpi al posto di commettere illegalità.

CRITONE: giudico tu correttamente ti sia pronunciato, o Socrate; ma ora valuta il da farsi (trad. G. Allocca)



SOFOCLE – EDIPO RE (vv. 1524-1530)

 

 Ecco Edipo, Tebani, che il notorio

indovinello spiegò ed importante

divenne: a chi tra noi la sua fortuna

non destava invidia? Ma ultimamente

è precipitato in tanta sciagura

che qual mai terrestre si stimerà

beato, se, a guardare quest’epilogo,

non oltre l’amara soglia tombale?

(trad. G. Allocca)

 

DEMOSTENE – PER LA CORONA (205)

 

In realtà gli Ateniesi in quel tempo non desideravano né un uomo politico né un condottiero sotto il quale stare al riparo da guai, ma in soggezione, rifiutando perfino di vivere, qualora non fosse possibile nel rispetto della libertà. Ognuno era convinto tra loro di non essere venuto al mondo esclusivamente in pro del padre e della madre, bensì anche della patria. Dove sta la differenza? Sta qui, che, avendo idea di vivere solo per i genitori ci si aspetta una morte naturale dal destino, laddove si abbia idea anche per la patria, si sarà pronti a dare la vita pur di non vederla soggiogata, giudicando più odiosi della estinzione corporea il dover tollerare le insolenze e le lesioni all’integrità della patria sottomessa (trad. G. Allocca)


ALCMANE (fr. 13)

 

Non proveniva, egli, dalla campagna,

né grullo era o della schiera dei dotti

né di origine tessalonicese,

né di Erisiche o guardiano di greggi,

 proveniva egli dall’alto di Sardi.

(trad. G. Allocca)

 

venerdì 1 luglio 2022

IL TROUBADOUR XXII-II

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Henri Matisse - Finestra a Tangeri


La poesia è oggi una forma letteraria un pò fuori moda: si sa che è la narrativa che la fa da padrona in letteratura direi dal secondo ottocento. Pur dominatrice del campo per secoli, da quando la prosa si è affermata nel gusto del pubblico e degli intenditori, essa è passata un pò in ombra e dire poeta oggi è come dire una specie di vice di tutto rispetto. I veri protagonisti nel mondo attuale in letteratura sono i narratori, mentre ai poeti spetta una parte di secondo piano sulla scena. Non intendo ovviamente tra la gente comune, dove il rapporto è invertito, voglio dire che tra i dilettanti sono di gran lunga più i poeti che i narratori, al punto che oggi a scrivere poesie ce ne sono così tanti che sicuramente il loro numero prevale su quello dei loro lettori. Io che sono sia narratore che poeta (e un pò anche drammaturgo, poco però, perché in quel genere ho scritto ben poche cose) diciamo che non mi sento più l'uno che l'altro, ma è come procedere su binari paralleli alla partenza, in cui però linee e stazioni sono tutt'altre. La poesia mi ha portato in certe direzioni, la prosa in altre. La mia direzione in poesia è quella di un rilancio della stessa, finita in pastoie e in sabbie mobili, da cui difficilmente può uscire viva. Il mio compito è consistito pertanto in un salvataggio, ripristinando certi valori di essa, che stavano andando in malora. Si spiega perciò anche il riferimento ai lirici greci e alla loro lezione. In narrativa, per me si è trattato non già di un salvataggio, ma di un'estensione, di una prosecuzione di un discorso in evoluzione. E' ora però il momento di presentare qualche saggio del mio preteso salvataggio della poesia. Un salvataggio, che definirei eroico, considerando che oggi il poeta autentico lo è, dovendo da solo combattere contro delle forze preponderanti, quelle della spersonalizzazione e omologazione selvaggia, imperante nel nostro tempo, facile esca di poteri autocratici e clan artistici, che se ne alimentano, come un incendio con il vento. Ecco, allora che, come in narrativa, la mia battaglia contro l'unilateralità di certi caporioni della finanza e della politica e delle cricche artistiche di questo paese si sposa con quella contro la globalizzazione internazionale, che tutto riduce al comune denominatore nelle mani delle oligarchie dei media e dei loro detentori.



…

 

…così è che si scioglie la neve e cadono

le foglie degli ontani dissanguate,

questo è l’indirizzo dove domani

ho appuntamento…

 

                                   in cielo quattro nuvole

bastano a fare un giorno, il porto è sempre

pieno di navi e merci, vanno e vengono.

Io immagino un fabbro che batte un ferro

di fuoco all’incudine e il ferro cambia

forma, giusto un pugno di creta in mano.

 

 

FILOSOFIA

  

Ma poi dove finisce il pingue suono

delle trombe, quando tacciono o il volo

delle cavolaie, quando si posano?

Dev’essere che l’aroma, suo assolo,

della fresia vada pur a raccogliersi

da qualche parte, perché poi le allodole

stiano a cantare, sui muri a rapprendersi

la malta, a maturare ogni mensile

rata, l’automobilista a cambiare

l’olio del motore, pensile in grotta

la stalattite corposa a crescere,

la nave in viaggio a seguire la rotta.

  

O sarà che le pale della ventola

del radiatore girano lì a vuoto,

la banderuola sul tetto vi balla

per chi sa che, non certo per il vento,

nella cassa di scale sale e scende

l’ascensore come gli salta l’uzzolo,

sulla riva, mai senza tregua, le onde

schiumano per fare champagne solo,

il tuo cuore pulsa ogni istante in petto

per gareggiare con il ticchettio

del pendolo e la pesca sta non frutto:

palla a Natale che luce un fottio?

 

Piovvero intanto lampi sulla torre

e la lesionarono, orde piombarono

su dalle Alpi e sconquassarono le are

di Giunone e Marte, il foro romano,

straripò il fiume sull’ansa ed invase

l’autostrada, franò fino il costone

sulla spiaggia e lido e barche distrusse,

i nostri legni al rientro da colonie

con pietre e spezie pirati velieri

li predarono e affondarono, smanie

la colsero e per sempre ti piantò ieri.

  

 

SU UNA FOTO DI JOSIF BROSKJI


Chi mai ti autorizzò poi, Josif, le stelle

forse, che sempre autorizza il tramonto?

Nessuno può firmare sulla pelle

i suoni che gli occhi sullo strumento

del cuore strimpellano ad ogni istante,

nessuno timbrare le credenziali

per gioire all’alba al mortorio di fronte.

Il ticchettio del cucù in sala bolli

non ammette, nella corrente fissa     

che verso nord scivola inarrestabile,

trascinando sabbia, plancton in corsa

e il caldo dei tropici, il pesce folle 

fa dietrofront ed a sud volge la bussola.

Perfino il temporale nell’elenco

non era, i lapislazzuli la regola

d’ogni bon ton gettano dentro il fuoco.

 

 

E così, Josif, tu non eri autorizzato

neanche dalle onde del freddo Baltico,

che depone a riva zinco colato.

Non era permesso che il ramo secco

non desse frutto, l’acqua effervescente

traboccasse dall’orlo, nei solstizi

 l’altezza del mezzodì differente

fosse, Mercurio errasse negli spazi.

 

 Ma il calendario, Josif, è ovunque quello,

né mai zanzare risparmiano estati,

civetta mai tace su torre o melo.

E qui, non lungi dai templi violati

ancora di Pompei, la tua canzone

stessa ripeto, percorro la strada

che pure tu facesti, nel copione

sostengo il tuo stesso ruolo tra Giuda,

e nessuna stella qui mi autorizza,

non ci sono credenziali ufficiali

per le sette mute di questa razza    

di crisalide e poi i quarti rituali

e i miei pleniluni, nessuna firma

sulle carte e la documentazione

per queste mie ostriche di mare a norma,

per lo stagno e rame di queste vene.

        

 

 



mercoledì 1 giugno 2022

LULLOX 6

 

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Salvatore Emblema - Senza titolo



E' ormai estate, cambia la stagione, cambiano alcune abitudini e i panni che mettiamo indosso. Non cambia lo stato miserevole della letteratura italica e la miseria di chi la gestisce nelle alte sfere. L'estate non rimedia ai mali di un mondo bacato, che proprio perciò teme di cambiare le cose a sue spese. E allora: che si goda dell'attimo, come diceva il Magnifico! Se la mela è marcia, non si può più risanarla, a meno di non staccarla e aspettare una nuova annata. Non è dato se non, come diceva Eliot, che noi si stia "in parte vivendo", cioè si passi il nostro tempo nel disagio e nel sacrificio di una vita più degna che ci viene negata da clan e autocrazie, a noi avversi. Abbiamo motivo perciò di essere riconoscenti a chi partecipa di questo nostro vivere in parte, seguendo questo blog e le sue composizioni in prosa e versi. In pro di essi ora questo troncone conclusivo, il sesto, del paragrafo Lullox, tratto dal mio romanzo Lungo il muro.






Segue da Lullox 5 - maggio 2022

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Ecco il perché Silvestro Crucioli si mise le mani nei capelli: ma come?, quel portafogli sotto i suoi occhi era la copia perfetta del suo sottrattogli in treno neanche un’ora fa ed, esaminato che lo ebbero, conteneva i suoi documenti (compresa la patente nautica ritirata quell’oggi), le sue tessere bancarie e non, tutte le sue banconote e perfino portava stampate le sue iniziali ed il numero preciso di serie dell’altro. Il tutto secondo l’inventario dei ferrovieri stilato all’atto del ritrovamento con la data di 6 giorni addietro. Come giustificare che il portafogli fosse lì da tanto, mentre glielo avevano defraudato suppergiù mezz’ora prima e lui non si era mai fermato alla stazione di Nola, né aveva viaggiato su quella linea ferroviaria negli ultimi 6 mesi (in genere si spostava in auto, ma a volte era costretto per una ragione o l’altra a farne a meno)? Come, se addirittura la patente nautica gliel’avevano consegnata quel pomeriggio, mentre era lì da sei giorni e recava la data odierna (cosa sfuggita ai compilatori dell’inventario) e tutto era in regola?

Come un’arancia colta dall’albero si ripone nella cesta e la si destina al mercato, così un carrozziere differisce. Come quest’ultimo non è un elettrauto, così Silvestro Crucioli, pronto a intascare di nuovo il suo portafogli, trasecolò, disponendosi a compilare e sottoscrivere le carte di protocollo per la restituzione. Così il capotreno e gli altri funzionari ferroviari, senza dimenticare il medico, allibirono, così il treno ripartì per Caserta, ma senza il Crucioli, che attese il prossimo convoglio, per avere il tempo di sbrigare le pratiche, così l’erba cresce sul prato, così il quadro è una natura morta, così il gommista saluta, come il trapano fa szz.

Per meglio intenderci, il trapano è quello elettrico e chi lo manovra è un operaio di 31 anni, di cui ignoriamo chi sia e di cui non ci importa minimamente. Né le sue operazioni e i suoi calcoli per misurare dove fare il foro avvenivano in quella stazione, ma a chilometri di distanza, né essi aggiungevano o toglievano alcunché a quello sbalordimento e sconcerto di cui caddero preda il Crucioli e gli altri alla stazione. Sappiamo solo che, facendo la somma, veniva 0.

                                                                                                             (Fine)

domenica 1 maggio 2022

LULLOX 5

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio


Salvatore Emblema - Senza titolo


Di nuovo di questi giorni c'è solo la guerra. No, attenzione, non qui, ma lontano, migliaia di Km, quanto basta, però, per temere la fine del mondo. Sì, sapete, basta poco e dal fuoco di un fiammifero si sviluppa un incendio colossale. Per ora l'incendio colossale non c'è, solo uno circoscritto, tuttavia, ci saranno solo decine di morti. Insomma, il genere umano sa il fatto suo, e, quando ci si mette, dimostra tutta la sua stupidità. Visto che il covid non c'è riuscito come si deve, hanno studiato come fare un'altra bella strage con la guerra, architettando così un suicidio di massa. Più furbi di così! Ma, oltre al nuovo c'è il vecchio, cioè le solite cose. I soliti poteri oscuri e i soliti clan artistici che in questo malcapitato paese fanno i loro danni, e i soliti che ne pagano le conseguenze, come la mia letteratura, che rimane per così dire nelle catacombe. Ma sa, dalle catacombe un bel giorno, non si ha idea di quando, si esce, e può darsi che le cose mutino piega, chi sa. E così, nell'attesa ignoro quanto lunga e se premiata dalla liberazione dai sotterranei della penombra, per ora ecco alla luce un altro brano di quella letteratura, un nuovo brano, il quinto, di Lullox. 





Segue da Lullox 4 di aprile '22

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Quel tabaccaio, tutti lo sapevano, aveva divorziato tre volte e ora, vivendo solo con due levrieri, nel fare la doccia, metteva la cuffia. Non che fosse inusuale, ma, si sa anche  questo, le  pernici  sono  squisite.  Con ciò,   abbiamo   discusso   abbondantemente   sul   tema   che   ci   eravamo assegnato in questa allocuzione che ha mirato a far luce sui rischi del fumo.

Reputiamo ci si sia formata, grazie ad essa, un’idea chiara di come si debba correttamente suonare il pianoforte. Per inciso, non è vero il violino sia più difficile da imparare, malgrado ciò non si evinca dall’epilogo della storia del portafogli sottratto sul treno Salerno-Caserta. Difatti, sceso il rapinato, dolorante al petto, in compagnia del capotreno, presso la stazione di Nola, le automobili consumavano benzina.

Nonostante la benzina costasse, si ebbe la ventura che in stazione si trovasse per caso un medico. Costui, cui non piacevano i gelati, fece portare lo sfortunato viaggiatore nei locali della stazione e, visitatolo, non escluse la notte non volassero i pipistrelli. Assicurò solo che il signore era sano come un pesce e tutto dipendeva dallo choc nervoso. Tutti allora si tranquillizzarono, convinti che la terra e non il sole girava. Lo strano fu che Silvestro Crucioli, l’uomo alleggerito in treno, sbirciando su uno scaffale della stazione adocchiò un portafogli e chiese cos’era.

Non gli fu risposto la lampada di Aladino, la quale si trova invece nelle Mille e una notte. Non poteva esserlo anche perché, pur essendo magica, essa garantisce che le uova le faccia la gallina. Il Crucioli seppe, dunque quel portafogli essere un oggetto smarrito in quella stazione da 6 giorni, rinvenuto dal personale delle pulizie e a disposizione del proprietario che ne reclamasse con diritto la restituzione. Intanto sui monti del Caracorum cadeva la neve.

Quest’ultima, diventata ghiaccio, forma i ghiacciai, i quali, non avendo denti e mascelle, non sono piste da corsa per automobili e quindi gli elettricisti, perciò. In sostanza o si spedisce la raccomandata o la pasta scuoce.

                                                                                                            (Segue)

venerdì 1 aprile 2022

LULLOX 4

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio

Salvatore Emblema - Senza titolo 


E siamo a Pasqua, ad aprile, insomma è primavera, cambia il tempo, si va verso il semestre caldo: non cambia naturalmente la musica, e nemmeno i musicanti. Rieccomi con il mio brano mensile, rieccoci con lo spettacolo vergognoso della cultura pubblica nazionale e internazionale. Io almeno la faccia la salvo, loro no. Voglio dire che onestamente per conto mio faccio la mia parte in pro della letteratura, mettendo in vetrina il mio mondo poetico, loro, per conto prorio, fanno lo stesso solo nelle intenzioni, in realtà torbidamente, mentendo sulla sostanza delle cose, sofisticando l'autentico. E così si assiste ad una specie di gratuita messinscena in cui ci sfilano davanti agli occhi gli atti di una commedia che, se proprio deve far ridere, è un riso velenoso, che mentre ride piange.  Noi però insceniamo il teatro vero, e naturalmente non può essere che una tragedia. A voi ora un'altra scena di questa tragedia



(Segue da Lullox 3-Marzo '22) 


Quel che non stava né in cielo né  in  terra era  la quadratura  del  cerchio,  cosicché il treno riprese il viaggio, lasciando Palma. Palma Campania è una cittadina a poca distanza da Saviano, un comune dove fanno, a parte che all’alba vi sorge il sole, i carri a Carnevale. Pasqua cade di domenica, invece, da cui il fatto che lo schampo fa schiuma. Uno che, dopo lo schampo, si tagliasse le unghie e dopo uscisse per lavoro e, nel momento in cui rincasasse, si guardasse nello specchio, non s’imporrebbe si chiami Eduardo. Che so, potrebbe fare al contrario l’assicuratore, purché, si badi, a novembre cadano le foglie, o il barista.

Altrimenti s’intende i leoni starebbero nel circo e chissà se l’assegno sarebbe stato pagato dal sassofonista. Non per altro, i pescherecci salpano e, una volta gettata dai marinai la rete in mare, chi può dire se Osvaldo diventerà attore? Giusto, il teatro è una carriera ostica, lo affermò anche il tappezziere nel montare la tenda. Si vede che i gatti hanno la coda.

Il punto è però il ferro da stiro. In virtù di esso, archiviato il caso del sarto sgozzato e messa la museruola al cane, siate informati il treno Salerno-Caserta si accinse a entrare nella stazione di Nola. Concesso che il nostro paese per mole di furti e truffe non ha niente da invidiare a nessuno, non fu questo il motivo del 3° tempo della sonata. Lo fu il fischio del treno a indurre uno dei passeggeri da noi già uditi discutere prima a – Si scende, signori – parlare così – Nola ci apre le braccia. Giusto giusto, mancavo di mettervi a giorno che la provincia potrebbe abbracciare anche Sperone, Baiano, Lauro, Acerra, Mugnano. Sarà veramente grande! – Senonché gli uccellini sull’albero cinguettano e a primavera nascono le viole.

Ne viene che, a prescindere molti titubassero sulla questione della provincia e su quella dell’Italia federale, le stelle brillano di notte. La loro luminosità non era ancora visibile (erano le 18 quasi), allorché il treno sostò sferragliando in stazione. Ne smontò, tra gli altri anche il passeggero derubato, Silvestro   Crucioli, a   causa   di   un   malessere   che l’aveva improvvisamente colpito, certo per il trauma della disavventura subita; lo accompagnava il capotreno. Non c’era, come una volta, una fanciulla di nome Biancaneve, insieme a loro.

Fortuna volle i rami fossero sugli alberi, almeno si poteva vedere la tivù. Le alci, purtroppo erano lontane, sui monti, e talmente che, scendendo le scale del palazzo dietro il cinema, superato l’atrio, poco più oltre a destra, c’era il tabaccaio. Lì, non dico ci fosse da ascoltare la sonata, bastava tossire.


                                                                                                                (Segue)

martedì 1 marzo 2022

LULLOX 3



L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio

Salvatore Emblema - Senza titolo


Lullox 3 è il nome del post di questo mese. E' il continuo del paragrafo del mio romanzo Visita di Sirdi inaugurato su questo blog a dicembre, con la interruzione di gennaio, in cui ho pubblicato della poesia. Commentare il presente post sarebbe ripetersi. Non mi ripeterò, dirò solo che la mia narrativa è un mondo a sé, che cerca di incamminarsi su itinerari non battuti, per aprire un discorso letterario originale e moderno. Lo stesso perseguo anche in poesia. Inutile cercare nella mia prosa la scorsa lineare, la comodità del fraseggio. Un'attenta e seria lettura permetterà però di decifrarne i valori sonori e semantici, in una con i risvolti di novità formale rispetto al registro corrente del genere romanzo in voga, circolante nelle librerie. La mia narrativa presenta interventi su svariati piani, espressivo, compositivo, rappresentativo, esplicativo. Intendo essere più esplicito. Espressivo riguarda il mio eloquio, già battezzato come schizofrenico o astratto-cubistico; compositivo si riferisce all'assemblaggio o montaggio degli spezzoni del racconto; rappresentativo ha a che fare con lo sfondo per così dire scenico dell'obiettivo, di sapore trascendentale, che cioè, pur eccedendo i confini del logico e plausibile, si valorizza solo in rapporto ad esso; esplicativo nel senso di trasporre sulla pagina il multiforme clima spirituale e culturale del XX secolo e oltre. Ecco qualche segreto del mestiere che ho cercato di svelare, qualche chiave interpretativa del mio lavoro letterario in prosa. Ma ora concludere dicendo che poteri occulti e oligarchici sempre operanti in questo paese e clan artistici che vi imperversano (ma del resto il panorama internazionale in questo campo specifico non se ne discosta granché e non risulta assai più confortante in genere) ne hanno sempre reso proibitiva la diffusione e persistono nel farlo, sarebbe ricadere nella ripetitività, per cui me ne asterrò.





Fu chiamato il capotreno, che apprese dalla bocca del Crucioli essergli stato involato il suo oggetto personale. Fu intimato che nessuno smontasse dal convoglio, appena arrestatosi in stazione. Fatte salire due guardie ferroviarie, esse operarono i primi rilievi, raccogliendo la denuncia del rapinato e le identità di tutti gli occupanti del vagone, nessuno dei quali era pallanuotista. Non ci fu alcuno che si accusasse del furto, né la refurtiva si poté recuperare. E così pure le margherite sul prato. 

Tale furto non costituiva argomento di studio  dell’architettura  romana, che, trattando di acquedotti e basiliche, può influire beneficamente sulla gastrite. Questa affezione non è mortale, ma non impedisce la grandine estiva. Né le bottiglie sono battaglie; piuttosto il lunedì viene sempre dopo la domenica.

Ma quel giorno della rapina in treno era martedì. Perquisiti che furono senza successo i presenti sul vagone, il treno fu fatto ripar-

re (mi correggo: tire), rinviando l’indagine a poi. Non si pensò di farsi la lampada così da essere scambiati lungo le rive del fiume Congo per abitanti del posto. Ci fu chi invece pensò che, quando fa caldo, la cioccolata si scioglie.


Meglio la liquirizia, si osserverà, se non altro con il vento i rami si piegherebbero e così al bar servirebbero il seltz. A riprova adduciamo la circostanza che l’argento non si ossida. Un’applicazione pratica se ne ebbe, allorquando il treno Salerno-Caserta, non ancora sopito lo scalpore suscitatovi dalla storia del portafogli, entrò nella successiva stazione di Palma Campania. Lì, manco a farlo apposta, non  c’erano sommozzatori, per cui le tele di ragno sul termosifone dell’ufficio delle tasse non si contavano, e il calorifero non era appunto di bronzo. Tant’è vero che, a condizione i sub non s’immergessero nel lago per riportare alla luce l’auto precipitatavi sul fondo, uno dei quattro sul treno summenzionato, che prima avevano parlato della provincia di Nola, ebbe così a pronunciarsi – Poco è mancato non ci prendessero per delinquenti! -. E il vicino – Mettiti, però, nei loro panni. Il sospetto era legittimo -, al che il primo – Sì, ma che modi quelle guardie! -. – Hai ragione – trovò quello di fronte – Ma, parliamo d’altro, per distrarci da questo spiacevole   incidente – Subito il quarto, al suo fianco, colse al balzo la palla – Ecco, ecco, questo si chiama saggezza. Suggerisco immediatamente un buon argomento: la provincia di Nola – E gli altri a sorridere e bonariamente protestare – Rieccoci … Si ricomincia … Ma dai, di nuovo? -. – No, scusatemi, perché? – si schermì il contestato – Vi sta storto che discorro del vostro bene? Io sono di Saviano, tu di Liveri, tu di Cicciano, lui di Marigliano, siamo tutti nolani o, se vi piace, del territorio della Provincia dei comuni. Pensate che erigerci a provincia autonoma della Campania in un’Italia di regioni confederate non promuoverebbe il nostro sviluppo e la nostra vitalità più autentica come popolazione? -. Pensare costituisce prerogativa umana e, alla luce di quelle parole, la conclusione poteva essere una sola, che, attraccando la nave nel porto, l’equipaggio potrebbe scendere a terra, ma, dato il bastimento sia un mercantile, si deve prima sbarcare il carico in porto, quindi non si può dubitare che il cavallo ha quattro zampe. 

(Segue)