domenica 19 luglio 2015

TRAMIX

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente facilmente obliterabile del nostro passaggio


Constantin Brancusi - Muse endormie





Un piccolo assaggio del romanzo di Gerardo Allocca Visita di Sirdi. In fondo, la costanza di una formula narrativa. Si tratta, nelle intenzioni dell'autore, non tanto di letteratura italiana, ma di letteratura in lingua italiana, che non è precisamente la stessa cosa










  Cosa che mi sembra una pendola da soggiorno; quanto al da farsi, è presto detto. Si pensi soltanto, volendo prendere la decisione giusta, a 5 o 6 e non ci saranno più difficoltà. Il discorso, mi pare, verta appunto su questo. Chi, per esempio, al suo compleanno, aprendo un regalo a lui destinato, non chiama questo sorpresa? Sul che disquisiremo, preferendo evitare noiosi paragoni con la IV egloga di Virgilio.
  Continuando, la. Invero, a tutti nella loro vita sarà sfuggita chi sa quante volte la tal esclamazione oh! Oh, immagino disse Archimede, vedendo le triremi romane davanti alla spiaggia e oh dissero altrove altri in altri tempi. Più o meno il colore è come il suono, questo non credo lo disse né pensò lo stesso scienziato siracusano, anche perché i diavoli hanno le corna e le triremi erano di legno. Oh!, mirabilia, pensando al resto. I Lanzi, saccheggiata Roma, festeggiarono sul Campidoglio, oh!
  E non bastasse, le scarpe vanno care oggidì, salate. Senonché, poca gente credo sarebbe disposta a darsi all’equitazione e, allo stesso modo, una vacca in India è sacra. Magari, poi vengono fuori anche le malefatte di don Rodrigo. O, si potrebbe pensare, del resto, ritornando all’equitazione, a una donna come qualcosa di più che una costola di Adamo o che le automobili vanno a benzina. Vero è pure che non solo la meraviglia è un sentimento che ci coglie di fronte all’insolito e ci fa uscire in espressioni di ammirazione o di risentimento spesso taciute, ma  anche  che  chi  dice  donna  dice  danno. La conseguenza è forse che i triangoli equilateri hanno gli angoli uguali.
  Molti, non per nulla, colti da stupore, affermano cielo! I pesci, allora sono muti, a differenza dei piselli in scatola, penso. Sarebbe facile obiettare a ciò, adesso, secondo uno dei paradossi di Zenone, che la freccia in volo sta ferma o che una cosa o è vera o è falsa, come assicura un principio logico. Secondo me, è più opportuno meravigliarsi che qualcuno abbia mai potuto teorizzare che del poeta è il fin la meraviglia. Questa, non essendo la settima fatica mitologica, è qualcosa di spontaneo, ben diverso da un succo di frutta. Napoli, tuttavia si sa una capitale dell’illegalità internazionale (come, non so, la stessa Milano), proprio lo stesso giorno che vi nacque G. B. Marino e il qualcuno era lui, altri tempi, però altri yogurt alla fragola.
  Lo stesso più o meno succede quando si scorge l’arcobaleno, che basta distrarsi un momento per perdere una partita a dama e uscire in un malinconico: tu guarda! Così è un tema scolastico mediocre o forse no. Tanto per farsi un’idea della cosa, sarebbe il caso di considerare delle melenzane. Di qui a dire a chiare lettere che stiamo parlando dell’emozione dello stupore, che fa parte delle nostre più comuni esperienze interiori, il passo è breve. Non volendo, quindi dilungarci, riferiremo che molti emigranti in Belgio sono italiani. Tale è il concetto di velocità in fisica, cioè il prodotto.
  Ecco il motivo per cui molti, sbalorditi per qualche evento, prorompono in un Dio!  o restano  a bocca aperta e c’è di quelli, più impressionabili, che vengono meno. Diventa evidente, dopo le cose dette, il perché un latin lover non può che essere maschio. E in fatto di amatori, lasciamo stare. Piuttosto, sì: due e due fa quattro. Il seguito è sottinteso probabilmente.
  Rieccoci daccapo: la sorpresa è qualcosa che sfugge all’ordinario, una violazione del solito. Otto e mezzo, per esempio era un film degno, non come uno che prende il caffè al bar? E dire che tanti leggono i giornali come la Bibbia, mentre le sale cinematografiche riempiono le tasche di profittatori matricolati che offrono in pasto a candidi spettatori porcherie in celluloide. Del resto, gli editori. Non vorrei se ne concludesse che una pera sull’albero può cadere. La verità è che, mi si dia ascolto, remare in barca su un fiume.
  La differenza è, palesemente che trasecolare è possibile sia in positivo che in negativo, per piacere o per dispiacere. Si vede che non bisogna mai alzare il gomito prima di porsi alla guida. Parecchi affermano, invece che Raffaello è più grande. Basti dire che non c’è due senza tre.
  Comunque vadano le cose, stupirsi è assai umano e serve a condire un po’ l’esistenza, a correggerne la monotonia. La sorpresa non è esente da timore, perché, è vero che SPQR sta per Roma, ma quella devia sempre dalla tranquilla prammatica e può a volte rappresentare, essa, una minaccia al quieto vivere. Essa prese l’ombrello e uscì. A meno che non si preferisca prestar fede a quanti riluttano a riconoscere al cinema il rango di musa, il fatto è tutto qui. Altro non si può pensare intorno all’affare della disonestà di molti pubblici amministratori meneghini, balzato alle cronache.  
  C’è da dire anche che il pesce si mangia ben cotto per buona norma, sarebbe a significare chi lo sa. Ciò chiarito, sorge il sospetto che quando lui, diec’anni fa la sposò, in realtà non l’amasse. Lo si creda pure, non mi convincerò lo stesso che si possa guardare l’arcobaleno senza essere ammirati. Sorprendente, mirabolante è sempre dunque il troppo grande, il troppo piccolo, l’insolito e ciò che si ammanta di storia, ad esempio. A conferma, si potrebbe mettersi a cena di ritorno da una giornata d’ufficio. O forse un’arancia di Agrigento. E in tanti a giurare che non era altro che l’uovo di Colombo.









lunedì 6 luglio 2015

ALLA GRECIA 2015

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente facilmente obliterabile del nostro passaggio


Tempio greco di Poseidone a Paestum



Nonostante le burrascose acque in cui versa attualmente la Grecia, essa rappresenta comunque le sorgenti della civiltà occidentale. In Grecia nacquero la democrazia, la filosofia, l'epica, la poesia lirica, la commedia e la tragedia, la storiografia, l'oratoria, l'architettura, la scultura e la pittura classica, fors'anche la musica antica. E fu maestra di civiltà (e di arti) anche per Roma antica. Ogni anno questo blog rende ad essa un doveroso omaggio, attraverso la presentazione di brani di quella letteratura, nella traduzione di Gerardo Allocca.






Alceo – 362 Voigt

Ghirlande conserte d’aneto, via,
uno m’avvolga adesso intorno al collo
e un balsamo spalmi molle sul petto.


Archiloco - 19 Voigt

Lungi da me l’oro di quel papavero
di Gige, io mai che l’ ho invidiato, quello!
Né mai che sbalordii per i portenti
dei numi, né sogno autorità immensa:
mai vedano i miei occhi cosa siffatta!


Anacreonte - 46 Gentili

Che faccio? Amo e non amo,
son demente e son savio.


Archiloco -  5 Voigt

Si vanta un tale dei Sai d’uno scudo
che, arma già senza macchia, mio malgrado
presso un cespuglio gettai via: ma scampai.
Che m’importa in fondo di quello scudo?
Al diavolo! Ora uno a me mai al di sotto!



Archiloco - 30 e 31 Voigt

Mirto e rosa portavi nei capelli,
radiosa; e ti scendeva sulle spalle
e gli omeri la chioma, nereggiando.







Archiloco - 1 West

Son io Archiloco, al seguito di Enialio,
patrono in guerra, e sempre mi accompagna
la compiacente grazia delle Muse.



Archiloco - 122 West

Nulla più v’è che sconcerti nel mondo,
nulla d’inaspettato o deprecabile,
dal dì che Zeus, signore dell’Olimpo
calò la notte in pieno mezzogiorno,
il chiarore del sole cancellando
e piombando sulla terra buio panico.
Tra i mortali da allora ci si può tutto
aspettare, tutto è ormai presumibile.
Nessuna sorpresa, dunque per voi
neanche nel vedere che le belve
coi delfini barattassero il pascolo
salso ed esse anteponessero ai campi
le fragorose spume equoree, essi
a queste le altezze dei verdi boschi.


Anacreonte - 94  Gentili

Ecco, un balzo da su lo scoglio Lèucade
e mi slancio nei flutti tra mereltti
spumeggianti e son furioso d’amore.



Alceo - 45 Voigt

Mirabile fiume, Ebro, che ti versi
là nelle onde tenebrose presso Ainos,
scrosciando per tutta la Tracia splendida
di cavalli,

anche fanciulle in frotta ti visitano
e con la mano leggera carezzano
le anche gentili con le tue dive acque
come unguento.



Alceo -  325 Voigt

Tu, battagliera Atena formidabile,
che la patrona sei di Cheronea,
troneggiando innanzi al tempio…
lungo i greti del Corallo che scorre.




Vaso di Eufronio - VI sec a. C.

mercoledì 17 giugno 2015

WAPPOT



L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio

Henry Moore - Reclining figure mistery

La linea narrativa Allocca presenta una sua nuova pagina. E' una pagina che non pretende nè di costituire una svolta rispetto  al recente passato dell'autore, fedele com'è a un suo cliché stilistico già definito, né di risvegliare l'attenzione e il gradimento della vita letteraria pubblica di questo cosiddetto paese, ormai screditata e diffidata.
All'autore bastano, se pure può contarvi, ma di ciò è certo, quelli di qualche suo sensibile e accorto lettore.
Per il resto, egli confida nel giudizio artistico, anche se tardivo, dell'umanità tutta, che è ben altra cosa che la sola e piccola Italia.




  A prescindere da queste, l’alba è ovvio sorga in anticipo d’estate, anzi è proprio il compasso che ci vuole, quando il treno arriva fuori orario. Invero, allora la luna è al I quarto, per cui uno non può dire necessariamente che i Sioux erano indiani: qualora lo fossero, perché la mayonese non sarebbe al cognac?; qualora non lo fossero, perché le arachidi non sono pistacchi? Occorrerebbe rispondere prima a questi interrogativi e poi mettere il tappo sulla bottiglia, per evitare che il contenuto evapori e finisca che il lama delle Ande si veda allo zoo. A quel punto anche la parola italiano.
  Voglio dire che, al contrario il vocabolo turco ha un significato, nel senso che la bolletta della corrente è quella. La poesia romantica no, per il semplice fatto che si diceva, cioè l’angolo retto. Essendo di 90°, tutti sanno che, sedendosi su una panchina della villa, se fa freddo, ci vuole un cappotto o quanto meno un giubbino. Su questo credo che tutti concordino, sennò come potrebbe essere il peso del ponte di 2345 tonnellate? Non si spiegherebbe. Se non altro si renderebbe opportuno capovolgere la bottiglia, così almeno le rane sarebbero finalmente anfibi e l’etichetta sull’olio di oliva illeggibile.
  Inoltre l’olio è di provenienza portoghese, a conferma che, per montare come si deve un film, quel che occorre è saper coltivare tulipani. Sì, perché i tulipani sono così               che, dunque, sapendoli coltivare, si può senza problemi cambiare anche la ruota della macchina. Ora, il silicone appunto. Il silicone è un materiale moderno, che trova moltissime applicazioni e risulta estremamente pratico e vantaggioso. Con esso non dico che si può salire e scendere, ma quanto meno girare a destra e sinistra. Infatti è noto che nel nostro paese essere del settentrione è una cosa, essere un gatto un felino un’altra cosa.
  Si pensi che addirittura, per mettere il silicone ad un battiscopa, non è necessario essere di Torino o Milano, basta che al museo sia esposto un Raffaello, non importa poi se la pressione atmosferica sia alta o bassa. Serve, invece che sul giornale i cronisti riferiscano dell’ennesimo scandalo di malversazione del denaro pubblico, al fine di dimostrare che da noi un ricco è veramente ricco e può, pertanto passare per la cruna di un ago. Inutile che ci si venga a dire che un giravite a stella ha il manico.
  Anche una padella, del resto, allora che cosa cambia? , solo che i soldi in tasca se li mette il più dritto e le banane sono avvolte nella buccia. Vuoi mettere, direte, che, dovendo sbucciare una patata, ci vuole il coltello? No, voglio solo dire con il silicone si può, per esempio incollare una targhetta di ceramica al muro, mentre due o tre casi di concussione al giorno nell’ufficio di un giudice sono normale amministrazione nel nostro beneamato stato. Che il silicone, invece non sia indicato per attaccare i parati, è cosa risaputa, per quanto ciò non tolga che tangente in Italia significhi anche retta che incontra in un sol punto una circonferenza.
  Mazzetta, invece è termine inconfondibile per indicare un fascio di pratiche da sbrigare, che so, sì, nell’ufficio di un giudice impegnato, per esempio nel perseguire i reati mafiosi, che abbondano dal nord al sud dello stivale e testimoniano quanto dicevamo a proposito del silicone, che per la verità è una materia plastica di sintesi. Allo stesso modo, un calabrone, ronzando tra i rami e i fiori non fa come l’ape, che sugge ad una ad una le corolle, ma instancabile fa zig-zag, così come nel deserto c’è la sabbia e in stazione i binari. Prova ne sia che i chiodi si chiamano anche puntine e il vento soffia.
  Non ne risulta, però chiarito perché, alzando il gomito, uno debba ubriacarsi, se non altro per il fatto che, per applicare il silicone, è utile munirsi di una pistola, che spreme lentamente il materiale sulla superficie da ricoprire, senza dimenticare, a questo punto, che i passeggeri montano e smontano dalle navi nei porti, il che non impedisce al pasticciere di guarnire la torta e al tennista di usare la racchetta, salvo poi a girare il foglio sottosopra e a mettere la firma. Ciononostante, il silicone è trasparente e non ha niente a che vedere con la futilità di una canzonetta leggera, tranne per il fatto che una tartaruga ha la corazza.
  Non solo, ma una tartaruga è lenta, a differenza di + 34, che è un numero relativo, a parte poi lo stucco. Questo è, per parte sua diverso da π, per cui non è possibile calcolarvi l’area o il volume, per quanto, usando una stecca, nello spanderlo, uno possa sempre ascoltare la radio e rimbecillirsi alle notizie dei cronisti o ai motivi dell’ultimo disco alla moda nelle discoteche. Eppure un dj si ferma al semaforo.
  Lo stesso vale per la pomata abbronzante e protettiva per il sole, la quale, essendo in vendita, non per questo si spalma sul pane, anzi sono le motorette che accelerano. Viscoso e trasparente, il silicone, invece è ideale per chiudere fessure, negli interstizi degli infissi e per sigillare lavabi, vasi da bagno, bidet e altri pezzi igienici, insomma il paesaggio con gli alberi. E poi, si badi bene, ciò premesso, non è che si sia autorizzati ad affermare che un film nelle sale cinematografiche italiane non sia, come di regola è, una porcheria. Il seltz, per esempio.
  Dicono, a tal proposito che un cocktail che si rispetti debba essere colorato, sennò il ramarro, che è un rettile e somiglia alla lucertola, non è detto che si trovi d’estate in campagna, specie il falegname, che lavora con la sega. E’ sicuro che in campagna ci siano le lucertole, questo sì, ma che la bandiera debba essere per forza tricolore non significa che la divisione venga col resto. Si prenda il caso del nostro tricolore, mica è vero che il sud, la Campania avanti a tutto, fecero salti di gioia, quando arrivarono Garibaldi e Cavour, non parliamo poi della palla da bigliardo nella buca. Addirittura c’è chi pensa che la stecca, quando si tira, possa strappare il panno, con la conseguenza che o l’uno o l’altro, sempre 78 fa.
  Lasciamo stare, poi che il bigliardo si gioca o a casa o al bar o in sale da gioco, non toglie che il silicone sia di largo uso specie in edilizia e, quando si secca, sia come il ferro. Le cabine negli stabilimenti balneari, per meglio capirci, servono per spogliarsi e mettersi in costume. Così, evidentemente con un po’ di silicone si rende impermeabile all’acqua qualunque superficie, questo perché il silicone è idrorepellente, il twist, le jeep, la canna da zucchero, gli scacchi, l’atto notarile, Paul Klee, lo yogurt, voi.
  Oltre a ciò, non se ne deduce anche che il vaso è egizio, data la folla all’ufficio postale, il che ci porta ad ammettere come le caramelle a liquirizia si acquistino dal tabaccaio, senza contare il tubo a U del radiatore della macchina, che, diversamente dai biscotti all’anice, distribuisce l’acqua nel motore, anche in considerazione della pittura rinascimentale e del fatto che il silicone è un polimero del silicio, prodotto all’avanguardia della chimica organica, non come l’uovo alla coque, come si potrebbe pensare per la freddezza del marmo della statua, escluso l’idraulico che maneggia il silicone stesso, l’omelette e la rima in –scio.

Giuseppe Recco - Pesci

martedì 5 maggio 2015

SEMPRE APERTI

L'eretico Bruno costituisce l'organo ufficiale dello scrittore (narratore e poeta) Gerardo Allocca, che vi pubblica a tutti gli effetti legali suoi contenuti letterari o saggistici. Si diffida chiunque dal riprodurli in parte o integralmente, essendo protetti dal diritto d'autore. Già dal nome il blog L'eretico Bruno tradisce la sua diretta correlazione con il filosofo nolano. E se da un lato il riferimento ad un eretico finito sul rogo non è proprio di buon auspicio, dall'altro questa intestazione suoni anche come un avviso nei riguardi di certi ambienti e clan al titolare di questo blog ostili che noi nolani abbiamo la testa dura, andiamo fino in fondo e lasciamo un segno non facilmente obliterabile del nostro passaggio

Claude Monet  - Alice Hoschedè au jardin


La poesia è sempre aperta, nel sempre che in ogni momento è disponibile a regalare le sue bellezze. E con essa questo blog, in cui la poesia è di casa. Tutto al contrario la cultura italiana, in mano a clan del tutto indifferenti, che è sempre chiusa, cioè sempre la stessa, con le sue regole torbide e sicuramente oblique, che non permettono l'accesso alla verità e alla correttezza.
Segue una mia vecchia poesia, degli anni '80, che ritengo ancora attuale, vuoi dal lato della mia poetica vuoi da quello del mio pensiero



MOLTI CHILOMETRI




I venti e le cronache già
hanno coperto
di polvere le anime e ruggine
giace sui sogni. E’ ossidata ogni
vita sotto la lima del disprezzo,
accusa deficit. Molto
è ingiallito il libro, certi giugni
pareva inverno. Annali
privati registrano innumerevoli
naufragi e piraterie e saggia
la pistola alle tempie in tanti
pensano. Sale il prezzo
del tempo, è per questo che forse
la vite, girando agghiaccia il cuore e, anche,
lo inchioda. Non più, se
non per caso, volano nella mente
i gabbiani, rode dentro il concerto
dei ricordi ed il lontano orizzonte
è un cappio alla gola. In noi, le pareti
dell’anima sono attintate
di grigiore e le è cibo una stanca
agonia, perpetua stagione
dove le cetre sono in secca,
con falle le barche.
Dovemmo sostituire l’altro mese
le tubature dell’acqua nei bagni.



Risultati immagini per giuseppe recco pittore
Giuseppe Recco  -  Natura morta con pane, biscotti e fiori